Il Milan scivola pericolosamente verso l’esclusione dalla zona Champions League dopo il rovinoso 2-3 interno contro l’Atalanta, un risultato che certifica lo stato di confusione in cui versa il gruppo di Massimiliano Allegri. Nella cornice di un San Siro ostile e deluso, l’allenatore toscano ha analizzato ai microfoni di DAZN una serata che definire negativa appare quasi un eufemismo. La squadra rossonera, dopo un avvio promettente durato appena dieci minuti, si è sgretolata alla prima difficoltà, evidenziando una fragilità mentale preoccupante rispetto alle dirette concorrenti, Juventus e Roma, che invece hanno marciato a pieno ritmo in questo weekend di maggio.
Nel post-partita, Allegri non ha cercato paraventi, assumendosi l’onere della gestione di questo momento critico che definisce senza precedenti in questa stagione. “Risulta superfluo analizzare il passato, poiché è una variabile che non possiamo più modificare”, ha esordito il tecnico, sottolineando come la priorità assoluta sia ora rivolta esclusivamente alla trasferta di Genova, considerata determinante per l’accesso all’Europa. Secondo il mister, la squadra ha pagato a caro prezzo l’incapacità di restare compatta dopo lo svantaggio iniziale, finendo per disunirsi fino al parziale di 0-3, prima di una reazione d’orgoglio finale che, sebbene tardiva, ha riportato i rossoneri al gol.
Interpellato sulle prestazioni individuali, in particolare su un Rafael Leao apparso visibilmente nervoso e lontano dalla sua miglior condizione, Allegri ha preferito spostare l’attenzione sul collettivo, ricordando che il portoghese sarà peraltro squalificato nel prossimo turno. “Non ritengo corretto puntare il dito sui singoli, che si tratti di Rafa, Nkunku o Maignan, perché in questa fase la precedenza assoluta va data alla squadra”, ha puntualizzato l’allenatore, aggiungendo che il momento di difficoltà era stato in qualche modo da lui previsto, pur non immaginandone una portata così drastica.
Il tecnico ha poi affrontato il tema della pressione ambientale e della contemporaneità delle gare, pur ammettendo che si tratta di fattori fuori dal controllo dello staff tecnico. In merito alle dure contestazioni del pubblico e alla ripartizione delle colpe, Allegri è stato netto nel difendere i suoi giocatori: “Essendo a capo di questo gruppo di ragazzi, la responsabilità dei risultati mancanti ricade interamente su di me; non è utile ora cercare colpevoli altrove”. Il focus si sposta dunque su una settimana di lavoro intenso, con la speranza che il ritorno alla vittoria possa finalmente spezzare una spirale negativa che sta mettendo a rischio il futuro sportivo ed economico del club.