Milan, Gullit e la carezza a Leao: “È un grande giocatore, ma serve continuità”

L'ex attaccante rossonero, leggenda del club negli anni 80, ha detto la sua sul momento del portoghese

Matteo Noceti
3 min di lettura

Da un attaccante all’altro, a colpi di treccine e di gol che per un periodo hanno invogliato ad azzardare paragoni, mentre oggi rappresentano la linea di demarcazione tra l’eterna promessa e il mito. Rafa Leao nei panni della prima, per essere chiari, e Ruud Gullit indiscutibilmente il secondo. Non ha usato mezzi termini l’ex tulipano rossonero ai microfoni dell’emittente Sport TV su quello che ormai da mesi rappresenta il grande tema di dibattito nel mondo milanista: le prestazioni altalenanti del portoghese.

Le parole dell’ex attaccante olandese

“Leao è un grande giocatore” – esordisce Gullit – “ma ogni tanto dà la sensazione di non essere in campo perché sta combattendo i diavoli nella sua testa”. L’incapacità di mantenere la spina attaccata per tutti i novanta minuti della partita è una critica che si muove al portoghese sin dal suo arrivo al Milan, ma che col passare degli anni diventa sempre più pesante poiché restituisce l’immagine di un giocatore troppo in balia degli eventi. Una pecca non da poco se indossi la maglia numero 10 del Milan (curiosamente proprio come Ruud), pure al netto delle attenuanti di questa stagione.

Discontinuo sì, indolente no

Secondo Gullit, “lui ha la forza e l’abilità per giocare partite di livello, ma deve trovare il modo di offrire sempre prestazioni oltre la sufficienza. Fare una partita da 9 e poi una da 4 non va bene”. Un invito alla continuità che trova tutti d’accordo e che elegantemente non travalica i confini dell’indolenza, anch’essa imputata a Leao. A ben guardare le partite del fantasista del Milan, infatti, si nota un giocatore in difficoltà sul piano fisico e forse pure involuto tecnicamente, ma di certo non uno a cui manca la voglia di mostrare di cosa è capace. La riflessione, spietata e concreta, è piuttosto capire cosa Leao possa aggiungere ad una manovra penalizzante per gli attaccanti quale è quella del Milan 2025/26.

A sentire Gullit, la soluzione parrebbe semplice: “A volte sembra che con la testa sia da un’altra parte. Deve essere più orgoglioso di fare quello che sa fare e, quando non va, deve giocare semplice e crescere poco a poco durante la partita”. Basterà a riportare il sereno? Ci sono ancora quattro partite per scoprirlo e, forse, un’intera sessione di calciomercato.

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