Milan in tilt, Tare annuncia: “Possibile ritiro anticipato”

Il Direttore Sportivo rossonero interviene dopo il KO interno: "Momento di sbandamento mentale, dobbiamo onorare il diritto di critica dei tifosi".

Redazione
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Il clima in casa Milan si fa rovente dopo la sconfitta interna per 2-3 contro l’Atalanta, un risultato che certifica un crollo verticale proprio sul rettilineo finale della stagione. In un San Siro segnato dalla contestazione aperta della tifoseria, il Direttore Sportivo Igli Tare è intervenuto ai microfoni di DAZN per metterci la faccia e tracciare la rotta verso le ultime due giornate di campionato. Il dirigente non ha cercato alibi, ammettendo una preoccupante mancanza di attenzione che ha vanificato quanto di buono costruito nei primi dieci mesi di gestione, ipotizzando anche misure drastiche come un ritiro anticipato per blindare il gruppo in vista del prossimo match point europeo.

Analizzando la prestazione e il momento psicologico della squadra, il DS rossonero ha cercato di mantenere l’equilibrio pur senza nascondere la gravità del tracollo: “È evidente che l’attenzione necessaria sia venuta a mancare nelle recenti uscite, inutile negare la realtà. È doveroso che ognuno di noi si assuma la propria quota di responsabilità, poiché chi ci sostiene ha il diritto di vedere in campo un’altra compagine. L’unico aspetto positivo rimane il fatto che la sorte sia ancora sotto il nostro controllo; dobbiamo aggrapparci alla reazione vista nell’ultima mezz’ora. Sarà fondamentale vivisezionare quanto accaduto stasera e nell’ultimo mese e mezzo, periodo in cui abbiamo decisamente sfuocato dopo un percorso durato dieci mesi che era stato di ottimo livello”.

Sul tavolo non c’è solo il rendimento tecnico, ma anche le indiscrezioni che vorrebbero la sua posizione al centro di un possibile rimpasto societario. Tare ha tuttavia risposto con fermezza alle voci su nuovi nomi per l’area sportiva: “Non mi è giunta alcuna comunicazione in tal senso dalla proprietà. La mia dedizione è rivolta esclusivamente al campo e al raggiungimento di un traguardo che, se centrato, certificherebbe l’ottima qualità del lavoro svolto. Le speculazioni appartengono alla natura del nostro mestiere; a questi livelli la capacità di gestire la pressione è un requisito minimo. Ora conta solo conservare la lucidità per le prossime due battaglie”.

Infine, il dirigente ha affrontato il tema della frattura con il pubblico di San Siro, attribuendo il calo delle prestazioni a un fattore prettamente psicologico: “I nostri sostenitori godono del pieno diritto di manifestare il proprio dissenso, la loro opinione è un pilastro del club. Attualmente riscontro un limite mentale; la serenità è venuta meno, forse anche a causa di un contraccolpo psicologico subito quando ci siamo staccati dalla vetta della classifica. Dobbiamo incassare le critiche con umiltà e trasformarle in reazione. Insieme all’allenatore abbiamo già parlato al gruppo: l’energia non va dispersa dietro ai rumors esterni. I leader della squadra hanno avuto la risposta corretta negli spogliatoi, ma ora bisogna tradurre le intenzioni in fatti. Stiamo valutando di anticipare la partenza per la prossima trasferta, chiudendoci in ritiro per analizzare ogni dettaglio necessario a conquistare l’obiettivo Champions”.

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