Al termine della gara contro il Sassuolo, finita 1-1, Adrien Rabiot lancia un campanello d'allarme: manca quella mentalità vincente necessaria a una grande squadra per gestire la partita quando si trova in vantaggio. Proprio dopo la rete dell'1-0 siglata dal centrocampista transalpino, infatti, il Milan non è più riuscito a rendersi pericoloso e il baricentro si è abbassato. Il messaggio del francese è forte e non può essere ignorato: se un'analisi così dura arriva da un giocatore con la sua esperienza internazionale, significa che il problema è reale.
Troppi punti persi e una tendenza che preoccupa
Nelle prime sei partita di campionato, il Milan ha già lasciato per strada quattro punti da situazione di vantaggio: un bottino che, con il prolungarsi della stagione, rischia di pesare come un macigno sulla classifica finale. I rossoneri erano andati avanti contro la Juventus grazie al gol di Cisse, per poi farsi rimontare nel finale dall'incornata di Gatti; contro il Sassuolo sono bastati cinque minuti per vanificare il vantaggio. Perfino all'esordio stagionale contro il Torino, con il doppio vantaggio acquisito, la squadra ha evidenziato il vizio di abbassarsi e consegnarsi all'avversario fino alla rete dei granata nei minuti di recupero.
A questo si aggiunge la fragilità sui calci piazzati, segnale di una tenuta mentale ancora precaria. Rabiot è stato netto a riguardo: "Serve determinazione e mentalità, voglia di non prendere gol. Non possiamo lasciare troppi punti per strada".
Identità smarrita
Sebbene il Milan nelle ultime uscite abbia mostrato sprazzi di buon calcio - lasciando da parte il match di Europa League contro il Benfica - la squadra va ancora considerata un cantiere aperto. A momenti di grande qualità si alternano troppi spezzoni di gara in cui si soffre, evidenziando la mancanza di maturità nella lettura dei momenti chiave della partita. Mister Amorim ha indubbiamente bisogno di tempo per trasmettere i suoi concetti, ma quando all'interno dello spogliatoio dovessero venire a meno carattere, determinazione e fame di vittoria, nessun progetto tecnico può decollare davvero. Una squadra da vertice non può tollerare passaggi a vuoto del genere: se il Milan vuole realmente tornare grande, la strada da percorrere è ancora lunga e in salita.




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