Il periodo che sta passando il Milan è di certo uno dei più bui della sua storia recente. Confusione e incertezza sono le prime parole che vengono in mente guardando la situazione. La squadra è incapace di riprendere la retta via e nella società sembra addirittura che le gerarchie prestabilite non vengano rispettate. L’ultima miccia accesa riguarda il rapporto tra Allegri e Ibrahimovic.
Tensione ai vertici: Allegri-Ibrahimovic è gelo
Nemmeno negli uffici del Diavolo si respira una buona aria. E di certo un ambiente del genere non aiuta a ritrovare un ordine immediato. Come accade ormai da quattro stagioni, ogni discorso utile a ristabilire equilibrio viene rimandato a luglio. Se la futura presenza dell’allenatore è stata messa in discussione per la Nazionale, ora il tema principale è soprattutto legato al rapporto coi piani alti.
Il famoso litigio tra il tecnico toscano e Ibrahimovic, avvenuto dopo lo 0-3 nel primo tempo contro l’Arsenal nel lontano 2013, avrebbe lasciato strascichi irrisolti. Verrebbe da pensarla così. Come riportato da Calciomercato.com, il dirigente svedese si sarebbe inserito nelle decisioni legate alla squadra e al mercato. Il problema? C’era chi pensava che fosse sparito dai riflettori da tempo, e invece c’è da ricredersi.
Le divergenze tra il tecnico e il dirigente
Entrando nel merito delle tensioni tra Allegri e Ibra, la prima è collegata alla decisione del terzo portiere per la prossima stagione. Una questione che poteva essere gestita con più calma e maggiore lucidità: purtroppo è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Secondo caso: l’acquisto di un difensore durante il mercato di riparazione. Il protagonista è Thiago Silva, proposto dal dirigente: il brasiliano avrebbe potuto portare esperienza e leadership. Al contrario, il tecnico avrebbe avuto l’intenzione ferrea di puntare sul rossonero Gabbia che in quel momento era in forte crescita grazie alla continuità trovata in campo. Niente da fare.
Di mezzo, come riportato dal Corriere della Sera, ci sarebbero stati dei contatti tra Ibrahimovic e Cassano: quest’ultimo è noto per non essere un grande estimatore del gioco dell’allenatore livornese. Inoltre, parlando sempre di contatti, lo svedese avrebbe parlato con Fofana e Leao per fornire suggerimenti tattici, influenzando l’ambiente dello spogliatoio.
Cardinale è chiamato a decidere
Il caos regna sovrano. E le voci che stanno girando nelle ultime ore, non sono di grande aiuto per un ambiente che necessita di tranquillità mentale. La stagione è ai titoli di coda e le varie vicende che accompagneranno Allegri fino al termine del campionato non aiutano a riportare pace. Il suo operato, assieme a quello del ds Tare, è messo in forte discussione. Con la situazione attuale emersa sul campo, e non solo, c’è bisogno di fare un esame di coscienza generale e assumere le proprie responsabilità. In tutto questo, Gerry Cardinale sarà il giudice supremo. Che piaccia o meno, le ultime decisioni spetteranno a lui.