Milan, patto Allegri-Modric: il piano di Furlani e Tare per lo Scudetto

Summit a Casa Milan: il tecnico resta e chiede campioni. Goretzka l'obiettivo numero uno per la mediana.

Redazione
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Il Milan rompe gli indugi e traccia la rotta per la stagione 2026/27: la parola d’ordine è “vincere subito”. Con la qualificazione in Champions League ormai blindata matematicamente, il club rossonero ha avviato una ristrutturazione profonda basata sull’esperienza internazionale e sul carisma. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte da Ansa e MilanLive, il summit decisivo tra l’amministratore delegato Giorgio Furlani, il direttore sportivo Igli Tare e Massimiliano Allegri ha sancito la permanenza del tecnico livornese, allontanando definitivamente le sirene della Nazionale. Allegri ha ottenuto garanzie precise: il progetto giovani continuerà, ma dovrà essere integrato da profili vincenti in grado di alzare immediatamente trofei.

Il nome che infiamma il mercato rossonero è quello di Luka Modric. Il fuoriclasse croato, giunto al tramonto di una carriera leggendaria, non ha ancora sciolto le riserve sul proprio futuro, ma il Milan si è ufficialmente candidato come l’ultima grande sfida europea per il Pallone d’Oro. L’obiettivo della dirigenza è affiancare a Modric un altro califfo della mediana: Leon Goretzka. Il tedesco del Bayern Monaco rappresenta il prototipo del centrocampista totale richiesto da Allegri per garantire fisicità e mentalità vincente, elementi indispensabili per contendere lo Scudetto a Inter e Napoli.

In questo scacchiere d’élite, il pilastro del presente resta Adrien Rabiot. Il centrocampista francese, già sotto contratto fino al 30 giugno 2028, è considerato l’intoccabile attorno al quale costruire la nuova spina dorsale della squadra. La strategia di Igli Tare punta a creare un “instant team” che misceli la freschezza dei talenti in rosa con la saggezza tattica di Modric e la potenza di Goretzka. Con il sogno tricolore ancora matematicamente possibile, il Milan si proietta verso un’estate di investimenti pesanti, convinto che per tornare sul tetto d’Italia serva la firma dei grandi campioni e la stabilità di una guida tecnica autoritaria come quella di Allegri.

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