Lo sviluppo di un modello di multiproprietà non è un concetto nuovo per il mondo RedBird. Dopo le acquisizioni di Milan e Tolosa, Gerry Cardinale vede l'ingresso nell'Al Nassr come un'importante opportunità strategica. Al momento non esiste una trattativa concreta, ma non sono da escludere sviluppi nelle prossime settimane.
Trattativa complicata e il consorzio degli investitori
Secondo quanto riportato da Calcio&Finanza l'operazione per l'acquisto del club saudita di Cristiano Ronaldo sarebbe ben lontana dalla fumata bianca. Ad oggi si registrano soltanto contatti preliminari e indiretti tra gli investitori e il fondo PIF (Public Investment Fund) che nel 2023 aveva rilevato il 75% della società lasciando il restante 25% alla fondazione non-profit del club. Successivamente, ad agosto 2026, anche quest'ultima quota è stata trasferita direttamente al fondo PIF.
Ma chi sono i soggetti interessati ad acquistare il club di Riad? Secondo quanto riferito dal quotidiano portoghese A Bola, un consorzio di cinque persone sarebbe interessato a presentare un'offerta. Oltre a Gerry Cardinale figurerebbero tre importanti uomini d'affari (Ibrahim Al Muhaidib, Mohammed Al-Khuraiji e Sharaf Al-Hariri) e lo stesso Cristiano Ronaldo. Le indiscrezioni raccontano di un impegno finanziario pari a 100 milioni di dollari a testa per l'acquisto e l'iniezione di capitale nel club arabo.
Motivi e obiettivi di RedBird
L'interesse di RedBird verso il mercato arabo è dettato dal fatto che il sistema calcistico saudita punta ad attrarre capitali privati, aumentare la competizione tra potenziali investitori, alimentare l'interesse internazionale dei propri club e rendere economicamente sostenibile il sistema nel lungo periodo. Così come è già accaduto con l'Al Hilal, altra grande società della Saudi Pro League, in cui PIF ha recentemente ceduto il 70% delle quote societarie alla Kingdom Holding Company, anche l'Al Nassr si trova al centro di questo processo di privatizzazione.
L'obiettivo che si pone Cardinale è un modello di multiproprietà che non si limiti alla semplice appartenenza dei club ma che punti a creare maggiori sinergie tra le società, sfruttando competenze, conoscenze e strutture.


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