Il calciomercato estivo è ufficialmente chiuso. Al suo ennesimo anno zero, il Milan saluta Rafael Leão e accoglie (finalmente) un attaccante di caratura internazionale come Gonçalo Ramos, in una sessione contraddistinta anche dall'acquisto di Diego Moreira, dal maggiore protagonismo del proprietario Gerry Cardinale e dalla regia di Jorge Mendes, da trattative-lampo in entrata e grandi difficoltà in uscita. In attesa dei verdetti del rettangolo verde, proviamo a riassumere gioie e dolori di questi due mesi.
Cosa ha funzionato
Tra le note positive di una sessione di mercato a tratti schizofrenica, senza dubbio, ci sono gli acquisti di Gonçalo Ramos e Mario Gila. Il primo è arrivato dal Paris Saint-Germain per una cifra complessiva superiore ai 70 milioni di euro, a margine di una trattativa formalizzata prima dell'apertura ufficiale del mercato, risolvendo - almeno sulla carta - uno dei problemi principali di una formazione da tempo drammaticamente sterile in attacco, come dimostrano i numeri impietosi dell'anno scorso. Gila, invece, è il volto nuovo per il pacchetto arretrato: prelevato dalla Lazio per circa 30 milioni, lo spagnolo era stato sondato anche dall'Inter prima dell'inizio del mercato, ma il Milan ha saputo (finalmente) giocare d'anticipo per assicurarsi, già all'alba di luglio, un difensore solido e che conosce il campionato italiano. In entrambe le circostanze, Gerry Cardinale ha scelto di metterci la faccia, provando a smontare le accuse di un'eccessiva distanza dalla squadra e dalle sue necessità.
I problemi: strategie incerte e cessioni difficili
Con Ramos e Gila aggregati a inizio mercato, il Milan avrebbe avuto tempo per puntellare la rosa secondo le indicazioni del neoallenatore Ruben Amorim, ma la sensazione a fine agosto è quella di una rosa troppo corta in alcune zone chiave. Il club ha lavorato a lungo per la cessione di Rafael Leão, uomo simbolo di questi anni fra luci e ombre, accettando una proposta del Galatasaray - 38 milioni più bonus - inferiore rispetto alla richiesta iniziale. Gli stessi problemi si sono verificati con altri giocatori bocciati già nelle prime settimane di ritiro e dichiarati esuberi: Santiago Gimenez, reduce da una stagione da zero gol in campionato, si è accasato al Porto in prestito gratuito, con un riscatto che può diventare obbligatorio al verificarsi di alcune condizioni; Youssouf Fofana è stato ceduto in prestito gratuito a causa delle difficoltà nel trovare acquirenti; Fikayo Tomori sarà reintegrato in rosa dopo il naufragio della trattativa con il Fulham nell'ultimo giorno di mercato e il fallimento del tentativo rossonero di arrivare a Tiago Gabriel del Lecce. Sorte simile per Davide Odogu, Zachary Athekame, Samuele Ricci e Christopher Nkunku, dai cui prestiti il Milan ricava solamente 4,5 milioni.
Una rosa incompleta?
Uno dei principali interrogativi sulla profondità della rosa, come accennavamo, riguarda la difesa: con Gila, Strahinja Pavlović e Koni De Winter titolari, le prime alternative sono Matteo Gabbia, attualmente ai box per infortunio, il giovane Sankhoun Diawara, arrivato in estate dal Troyes, Valeri Vladimirov, giovane bulgaro promosso in prima squadra da Amorim, oltre a Tomori e Filippo Terracciano, di rientro dal non fortunatissimo prestito alla Cremonese. Sulla corsia di sinistra sarà ancora staffetta tra Davide Bartesaghi e Pervis Estupiñán, trattenuto per volere del mister quando sembrava a un passo dall'Aston Villa. A centrocampo, se fosse confermata l'ipotesi di un Adrien Rabiot trequartista, per la mediana resterebbero Luka Modrič (40 anni), Ardon Jashari, Yunus Musah e Christian Comotto, mentre in attacco il tema riguarda la riserva di Gonçalo Ramos: c'è soltanto Francesco Camarda, con l'adattamento di Christian Pulisic unica altra ipotesi plausibile. Ma sarà il campo, come sempre, a fugare tutti i dubbi sul mercato rossonero, a cominciare dal big match di Torino contro la Juventus.



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