Mentre sulle pagine dei quotidiani nazionali impazzano le notizie sul futuro di Luka Modric, su quello di altri giocatori e sugli scenari societari, non va dimenticato che il Milan deve ancora giocare l’ultima partita della sua stagione. Domenica sera, alle 20:45, San Siro ospiterà infatti l’ultimo atto di un’annata destinata comunque a lasciare spazio ad una vera e propria rivoluzione, sia a livello societario che tecnico.
Nkunku tra numeri, critiche e una Champions ancora da conquistare
Prima di pensare al futuro però, il Milan è chiamato a conquistare una qualificazione in Champions League che resta fondamentale per il progetto rossonero. Ed è anche in questo clima di incertezza che alcuni singoli si giocano una parte importante del loro futuro. Tra questi c’è Christopher Nkunku. Il francese, nonostante le numerose critiche ricevute nel corso della stagione, è statisticamente l’uomo del reparto offensivo con la miglior media realizzativa. Fin qui ha collezionato 7 reti in 1290 minuti complessivi giocati, con una media di un goal ogni 185 minuti.
Numeri che raccontano una realtà diversa rispetto alla percezione generale attorno al calciatore. Il reparto offensivo rossonero non può però più permettersi discontinuità legate a problemi fisici, tattici o ambientali, ed è probabile che in estate sarà necessario intervenire in maniera profonda. Il francese, già vicino alla partenza nel mercato di gennaio, potrebbe rappresentare uno dei profili da cui ripartire, soprattutto se messo nelle condizioni di esprimersi nel proprio ruolo naturale e affiancato da innesti più funzionali.
Il ritiro e la ricerca dello spirito di gruppo
Domenica sera, contro la squadra di Pisacane, il Milan si giocherà molto di più di una semplice partita. La scelta di tornare in ritiro fino al match nasce anche dalla volontà di ricompattare il gruppo e ritrovare quello spirito collettivo che nelle ultime settimane era sembrato smarrito tra risultati deludenti e vicende extra campo. Per capire quale sarà davvero il futuro del Milan bisognerà attendere ancora. Prima però c’è un ultimo ostacolo da superare e una squadra chiamata a dimostrare, ancora una volta, di saper giocare prima di tutto per i propri compagni.