Il caso Christian Pulisic agita il finale di stagione del Milan: l’attaccante statunitense sta vivendo un 2026 da incubo, certificato dall’ennesima prestazione opaca nell’amichevole persa dagli USA per 5-2 contro il Belgio. Quello che doveva essere il trascinatore rossonero sembra aver smarrito la via del gol: l’ultima esultanza ufficiale risale ormai al 28 dicembre 2025 contro il Verona, un digiuno che dura da oltre tre mesi e che sta facendo crollare le sue quotazioni nelle gerarchie di Massimiliano Allegri.
Oltre alla crisi realizzativa, a preoccupare è l’involuzione psicofisica di quello che un tempo era l’indiscusso “Capitan America”. Negli ultimi mesi, Pulisic ha perso anche i gradi di leader nella nazionale statunitense, con la fascia di capitano finita stabilmente sul braccio del veterano Tim Ream. Apparso pesante e privo di quello spunto fulmineo che aveva caratterizzato la sua prima parte di stagione scintillante, il numero 11 rossonero sembra accusare il logorio di un’annata senza soste, trasformandosi in un’ombra del giocatore ammirato nel 2025.
Per il Milan, l’allarme è rosso in vista del tour de force che deciderà la qualificazione alla prossima Champions League e la corsa Scudetto. Con Saelemaekers in stato di grazia e i nuovi innesti che scalpitano, il posto da titolare di Pulisic non è più garantito. Allegri dovrà decidere se continuare a dargli fiducia per aiutarlo a sbloccarsi o se puntare su profili più in forma per il big match contro il Napoli. La missione è recuperare la versione “scintillante” dell’americano, prima che la sua crisi stagionale comprometta gli obiettivi del Diavolo.