Nel 2-2 contro la Lazio, il Milan ha trovato nella ripresa un volto completamente diverso. Tra i giocatori che hanno contribuito maggiormente alla trasformazione della squadra c’è stato Yunus Musah, entrato dopo l’intervallo e subito capace di dare maggiore intensità e ordine al centrocampo rossonero.
Il suo impatto non si misura con gol o assist, ma attraverso la qualità delle giocate, la capacità di rompere il pressing avversario e soprattutto la continuità con cui ha permesso al Milan di guadagnare metri.
Una prestazione che rafforza ulteriormente il rapporto con Ruben Amorim e apre inevitabilmente una riflessione sulle gerarchie del centrocampo.
Musah ringrazia Amorim
Al termine della partita, il centrocampista statunitense ha spiegato quanto il lavoro dell’allenatore lo stia aiutando a esprimersi.
Musah ha sottolineato come Amorim gli abbia dato indicazioni molto chiare sul ruolo da ricoprire e soprattutto fiducia in un momento nel quale il suo futuro all’interno del Milan non sembrava così scontato.
Un rapporto che sta producendo risultati evidenti anche sul campo.
Il Milan cambia con il suo ingresso
Nel primo tempo i rossoneri avevano sofferto l’intensità della Lazio e faticato a trovare continuità nella costruzione.
Con Musah in campo, invece, il Milan ha aumentato il ritmo e ha iniziato a gestire meglio il possesso, riuscendo anche a recuperare più rapidamente il pallone.
Nel 3-4-2-1 di Amorim, la sua capacità di coprire campo, accelerare in conduzione e mantenere equilibrio sembra adattarsi perfettamente alle esigenze dei due centrocampisti centrali.
Per questo diventa sempre più difficile immaginare il Milan senza di lui.
I numeri di Musah contro la Lazio
La sua prestazione è confermata anche dalle statistiche.
Musah ha completato 30 passaggi su 33, con una precisione del 91%. Ancora più significativo il dato relativo alla propria metà campo: 15 passaggi riusciti su 15, quindi il 100%.
Nella metà campo avversaria ha invece completato 15 passaggi su 18, mantenendo una percentuale dell’83%.
In totale ha toccato il pallone 41 volte, perdendolo appena tre.
Qualità palla al piede e intensità
Musah ha completato anche l’unico dribbling tentato e ha percorso oltre 124 metri in conduzione, con 15 corse complessive.
La sua progressione più lunga è stata di oltre 24 metri, un dato che fotografa bene una delle sue caratteristiche principali: la capacità di portare il pallone in avanti rompendo una linea di pressione.
Non solo gestione, quindi, ma anche possibilità di trasformare rapidamente un recupero difensivo in una situazione offensiva.
Bene anche nei duelli
Il contributo è stato importante anche senza pallone.
Musah ha vinto 4 dei 5 duelli a terra disputati, completando anche un contrasto, un intercetto e due recuperi.
Ha inoltre subito due falli senza essere mai saltato in dribbling.
Numeri che confermano una prestazione completa e soprattutto utile all’equilibrio della squadra.
Amorim può davvero tenerlo fuori?
La domanda, a questo punto, riguarda le prossime scelte.
Nel sistema attuale del Milan, Musah offre caratteristiche difficili da replicare: energia, aggressività, capacità di conduzione e allo stesso tempo una discreta pulizia nella gestione del pallone.
Il secondo tempo contro la Lazio ha mostrato quanto il centrocampo rossonero possa cambiare con la sua presenza.
Se continuerà su questi livelli, Musah non sarà più semplicemente una soluzione dalla panchina: può diventare uno dei titolari del Milan di Amorim.





2–2


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