Sei ore con Cardinale, Ibra e Calvelli: Glasner ha convinto tutti e arriverà al Milan anche senza Rangnick

La Gazzetta dello Sport certifica il favorito per la panchina rossonera: l'austriaco del Crystal Palace aspetta solo la chiamata definitiva. Rangnick invece è in bilico tra Milano e la federazione austriaca, che gli ha offerto un rinnovo biennale.

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Quindici giorni di vuoto stanno per finire. Il Milan si avvicina alla settimana che potrebbe finalmente dare un nome alla panchina e almeno una parte della struttura dirigenziale. E quel nome, secondo la Gazzetta dello Sport, è sempre più chiaramente quello di Oliver Glasner. L’allenatore austriaco, reduce da due stagioni e mezzo di grande successo al Crystal Palace, culminate nella conquista dei primi trofei della storia del club londinese, ha incontrato martedì la triade Cardinale-Ibrahimović-Calvelli in un colloquio durato sei ore. Ne è uscito con una buona impressione reciproca che va ben oltre la semplice candidatura: Glasner si è presentato avendo già studiato l’intera rosa, spiegando con precisione come intende far giocare la squadra. Un approccio che ha colpito i vertici di RedBird.

Glasner convince da solo: non serve Rangnick per portarlo a Milano

La notizia più rilevante delle ultime ore, sottolinea la Gazzetta dello Sport, è che Glasner potrebbe arrivare al Milan indipendentemente da Ralf Rangnick. Il tecnico tedesco era stato il principale sponsor dell’austriaco, ma la buona impressione destata nell’incontro di martedì ha reso superflua quella sponda. Glasner considera il Milan la sua priorità assoluta e aspetta soltanto di essere chiamato per mettere tutto nero su bianco. Per lui sarebbe il primo top club in carriera, un salto che lo entusiasma e che lo ha portato a prepararsi con cura prima ancora di ricevere un’offerta formale.

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Rangnick tra Milano e l’Austria: le sue condizioni al Milan

La posizione di Ralf Rangnick è quindi disgiunta da quella di Glasner, anche se i due percorsi restano intrecciati. Il tecnico-dirigente tedesco ha incontrato RedBird due volte e ha posto condizioni chiare: ampia libertà di manovra nella scelta degli uomini da inserire nel club, incluso il settore giovanile; nessuna interferenza esterna sul calciomercato, con riferimento esplicito a Ibrahimović, e chiarezza nella distinzione dei ruoli. Il Milan deve rispondergli su questi punti, ma Rangnick si trova già negli Stati Uniti, dove a breve comincerà il Mondiale alla guida della nazionale austriaca. E la federazione austriaca ha deciso di giocare la sua carta: ha dichiarato pubblicamente di voler rinnovare il contratto di Rangnick per due anni, riconoscendogli il merito di aver riportato il paese al Mondiale dopo 28 anni e puntando con lui agli Europei 2028.

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Planes pronto se Rangnick dice no

Se il braccio di ferro con l’Austria dovesse spuntarla e Rangnick restasse CT, il candidato numero uno per il ruolo di direttore sportivo del Milan diventerebbe Ramon Planes, profilo già circolato nelle ultime settimane come alternativa concreta nella costruzione della nuova struttura dirigenziale rossonera. Il club ha bisogno di riempire poltrone vuote a ogni livello: l’allenatore sembra vicino, il resto è ancora da definire.

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