La rivoluzione di Cardinale si inceppa sul più bello: è scontro totale tra Ibrahimovic e Calvelli per il controllo del Milan

Il repulisti societario di RedBird non spegne le tensioni in via Aldo Rossi. Lo svedese spinge per l'asse Planes-Pimenta, il manager valuta il ritorno del manager tedesco con pieni poteri.

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L’illusione di una pax aziendale sotto la bandiera di RedBird è durata appena una settimana. Chi pensava che il drastico repulisti firmato da Gerry Cardinale potesse azzerare i conflitti di potere interni alla dirigenza rossonera ha dovuto fare i conti con la realtà di una transizione più complessa del previsto. A pochi giorni dai licenziamenti in blocco di Giorgio Furlani, Geoffrey Moncada, Igli Tare e Massimiliano Allegri, la ricostruzione dell’organigramma del Milan si è arenata su un clamoroso dualismo strategico. Al centro della contesa ci sono Zlatan Ibrahimovic e Massimo Calvelli, i due uomini scelti dal patron statunitense per ridisegnare il club, ma oggi separati da visioni diametralmente opposte su chi debba prendere in mano le redini del nuovo corso tecnico.

A rivelare i dettagli di questa nuova spaccatura è l’edizione odierna del Corriere della Sera, che sottolinea come i veti incrociati stiano rallentando in modo vistoso la pianificazione della prossima stagione. Il fronte guidato da Ibrahimovic immagina una struttura flessibile e di respiro internazionale, incentrata sulla figura di Ramon Planes nel ruolo di direttore sportivo. Nell’idea dello svedese, l’ex dirigente del Barcellona verrebbe supportato operativamente da Rafaela Pimenta, storica erede dell’impero di Mino Raiola. Una soluzione che garantirebbe a Ibra una forte centralità decisionale nelle dinamiche di mercato e nella gestione quotidiana di Milanello.

Dall’altra parte della scrivania, invece, Calvelli spinge per una restaurazione totale da affidare a Ralf Rangnick. Il manager tedesco, già sfiorato in passato dal club rossonero, tornerebbe di moda come l’uomo della provvidenza a cui consegnare le chiavi dell’intera area sportiva. Interpellato sulla questione proprio ieri, l’attuale commissario tecnico dell’Austria ha preferito trincerarsi dietro un parziale silenzio, senza confermare né smentire i contatti. Il tedesco è fortemente intrigato dalla prospettiva di sbarcare a Milano, ma ha già dettato la sua condizione imprescindibile: accetterà l’incarico solo se otterrà carta bianca sul mercato e sulla scelta della nuova guida tecnica.

Questa pretesa di assoluta autonomia ha scatenato la dura reazione di Ibrahimovic, fermamente contrario all’idea di un uomo solo al comando e pronto a mettersi di traverso per bloccare la trattativa. Nel frattempo, i due schieramenti lavorano già sulle alternative per la panchina. Se Rangnick ha già individuato in Matthias Jaissle e Oliver Glasner (con cui sono previsti contatti tra oggi e domani) i profili ideali per il suo calcio, lo svedese risponde guardando a nomi di primissimo piano come Mauricio Pochettino, attuale ct degli Stati Uniti, e Arne Slot, fresco di esonero da parte del Liverpool. Nei prossimi giorni il tedesco dovrà sciogliere le riserve sulla proposta di rinnovo presentata dalla federazione austriaca, un dentro o fuori che costringerà anche il vertice societario di via Aldo Rossi a prendere una posizione definitiva.

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