Il Milan è al 9 giugno senza allenatore, senza direttore tecnico, senza direttore sportivo e senza amministratore delegato. Eppure in via Aldo Rossi l’agitazione è inferiore a quella che si respira sugli spalti e sui social. Gerry Cardinale vuole prendersi tutto il tempo necessario per riorganizzare l’area tecnica, azzerata dopo la mancata qualificazione in Champions League, e non ha alcuna intenzione di affrettare decisioni che stavolta non possono permettersi errori. Come riporta la Gazzetta dello Sport, i nomi in cima alla lista restano gli stessi da giorni: Oliver Glasner in panchina e Ralf Rangnick come direttore tecnico. Entrambi aspettano.
Glasner mette da parte il Feyenoord: vuole solo il Milan
La posizione dell’allenatore austriaco è netta. Glasner ha grande voglia di sedersi sulla panchina rossonera e, per il momento, ha scelto di non prendere in considerazione le altre offerte che ha sul tavolo. Una su tutte: il Feyenoord, che lo ha individuato come candidato principale dopo l’esonero di Van Persie. Nonostante la proposta concreta degli olandesi, Glasner continua a dare priorità assoluta al Diavolo, in attesa che Cardinale sblocchi la situazione. Una fedeltà alla destinazione che racconta quanto il progetto milanista lo attragga, al di là delle tempistiche dilatate.

Rangnick aspetta: conosce Glasner dai tempi del Salisburgo
Anche Ralf Rangnick è in stand-by, con più incontri e contatti già alle spalle ma nessuna decisione definitiva. Il ct dell’Austria è il grande favorito per il ruolo di direttore tecnico: conosce bene Glasner, con cui ha già lavorato ai tempi del Salisburgo, e la prospettiva di ricostruire insieme il Milan ha tutto il fascino di un progetto su misura. Cardinale però non ha ancora chiuso, e il casting resta ufficialmente aperto. La prima alternativa a Rangnick è Ramon Planes, ex ds di Espanyol, Tottenham e Barcellona: un profilo più convenzionale, la cui eventuale promozione porterebbe con sé un cambio di scenario anche per la panchina, con Mauricio Pochettino che in quel caso vedrebbe salire sensibilmente le proprie quotazioni.

La strategia di Cardinale: prima il dt, poi l’allenatore
C’è una logica precisa dietro i tempi apparentemente lunghi della proprietà americana. Cardinale vuole nominare prima il direttore tecnico e solo successivamente chiudere per l’allenatore, costruendo una catena di comando coerente dall’alto verso il basso. Un metodo che ha una sua razionalità ma che, nelle settimane centrali di giugno, con il mercato estivo già entrato nel vivo e i club concorrenti che si muovono, rischia di trasformare la pazienza in svantaggio competitivo.