L’arte del Gegenpressing: la storia di Oliver Glasner, il nome che accende il Milan (e divide Cardinale e Ibrahimovic)

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Con la fuoriuscita dai giochi di Arne Slot, fresco di addio al Liverpool, il favorito numero uno per la panchina del Milan è Oliver Glasner. Come riportato dall’esperto di mercato Sacha Tavolieri, Gerry Cardinale avrebbe fatto valere la propria linea superando le riserve di Zlatan Ibrahimovic: il Diavolo vira con decisione sul binomio con Ralf Rangnick, scenario che vedrebbe l’ex manager dello United come amministratore delegato e l’austriaco nel ruolo di allenatore. Un asse su cui il patron milanista vorrebbe poggiare le basi del nuovo ciclo rossonero.

Gli inizi sul campo: una vita da bandiera e quel dramma sfiorato

Prima di imporsi come allenatore, Glasner è stato un difensore centrale roccioso vecchio stampo. Ha legato quasi completamente la sua carriera da calciatore al SV Ried, club austriaco di cui è diventato una leggenda assoluta con oltre 500 presenze e la conquista di due Coppe d’Austria. La sua storia in campo, però, si interrompe bruscamente nell’estate del 2011. Dopo un violento scontro di gioco, accusa sintomi di una commozione cerebrale che, pochi giorni più tardi, si trasformano in un drammatico ematoma subdurale. Operato d’urgenza per una grave emorragia cerebrale, Glasner si salva miracolosamente, ma a un passo dai 37 anni deve dire addio al calcio giocato sotto l’imposizione dei medici.

La rinascita in panchina

Chiusa una porta, si apre un portone: potrebbe essere questo il motto della vita calcistica di Oliver Glasner. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, il classe 1974 si lancia nella carriera da allenatore entrando subito nella galassia Red Bull. È qui che assimila, sotto l’influenza di Rangnick, i dogmi che oggi lo contraddistinguono: un calcio verticale e asfissiante, basato sul Gegenpressing (il recupero immediato e furioso del pallone nei primi 5 secondi dalla perdita) e sul totale rifiuto del possesso palla sterile. La prima vera magia da capo allenatore la compie sulla panchina del LASK Linz, società austriaca che prende in seconda divisione e trascina fino ai preliminari di Champions League nel giro di pochi anni.

Il Re delle Coppe: la consacrazione tra Germania e Inghilterra

Il miracolo compiuto in patria attira inevitabilmente le sirene della Bundesliga tedesca. Nel 2019 il Wolfsburg scommette su di lui e Glasner ripaga la fiducia centrando una clamorosa qualificazione in Champions League. Ma è con l’Eintracht Francoforte, dove si trasferisce nel 2021, che il tecnico austriaco scrive una delle pagine più romantiche e incredibili del calcio moderno: la conquista dellEuropa League nel maggio 2022, eliminando sul percorso corazzate del calibro del Barcellona e piegando i Rangers in finale.

Chiusa l’esperienza in Germania, nel febbraio 2024 Glasner sbarca in Premier League per risollevare un Crystal Palace smarrito e impantanato nei bassifondi della classifica. A Londra l’austriaco opera una svolta epocale, firmando un ciclo d’oro leggendario per la storia delle Eagles. Sotto la sua guida, il Palace conquista una storica FA Cup, alza il Community Shield e chiude un clamoroso cerchio trionfando in Conference League.

È l’uomo giusto per il Milan?

Il percorso di vita di Oliver Glasner va ben oltre il calcio: ha saputo ricostruirsi da zero dopo una tragedia sfiorata e si è preso una bellissima rivincita. Ovunque sia andato, ha preso in mano realtà ferite e le ha abituate a vincere, entrando dritto nel cuore di ogni tifoseria. Ora la palla passa a Cardinale che vuole dare un taglio netto con il passato portando a Milano un calcio molto più propositivo, verticale e coraggioso rispetto a quello visto nella passata stagione. Le incognite e la pressione di San Siro non mancheranno, ma se il Milan cerca una rivoluzione d’identità, il profilo dell’austriaco diventerebbe la scelta ideale.

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