Milan allo sbando, l’ultima chiamata a Marassi: ripartire dall’orgoglio per salvare la Champions

Contestazione della Sud, fischi e silenzio segnano il solco tra società e tifosi. Il Diavolo deve ripartire dai dieci minuti finali contro l'Atalanta per evitare un'altra delusione contro il Genoa.

Filippo Da Re
3 min di lettura

Il lunedì mattina a Milanello non è mai stato così pesante. 67 sono i punti in classifica, con la Juventus avanti e la Roma attaccata. Più della classifica, però, pesa il crollo totale della fiducia dei tifosi. Quelli contro l’Atalanta sono stati novanta minuti difficili: San Siro non ci sta più.

Tra contestazione e identità smarrita: il solco profondo di San Siro

La Curva Sud rende esplicito il malcontento già prima del calcio d’inizio: “G.F: Out” (Giorgio Furlani fuori) è la coreografia pre-gara. Durante la partita, i fischi sono incessanti, accompagnati dai richiami alla vecchia dirigenza: “Paolo, Paolo” (Maldini), fino all’abbandono degli spalti da parte della Sud. Non c’è solo rabbia in casa rossonera, ma anche la richiesta di ritrovare un’identità che sembra smarrita. In questo clima, il tracollo psicologico dei giocatori appare inevitabile: la difesa è passiva e leader come Leao sembrano aver staccato la spina, con un approccio alle gare chiaramente dominato dalla paura.

Allegri e la ripartenza dai dieci minuti finali con la Dea

Della serata contro l’Atalanta rimane però un piccolo spiraglio a cui aggrapparsi per evitare un’altra delusione nella prossima sfida a Marassi: la voglia e l’impegno mostrati negli ultimi dieci minuti di gara. Quando tutto sembrava perduto, sono arrivate le reti prima di Pavlovic e poi di Nkunku nel giro di sei minuti, riaccendendo la speranza. Il risultato non cambia ed è comunque una prestazione insufficiente, ma è da lì che deve ripartire Max Allegri con i suoi ragazzi: la voglia di andare oltre il limite fisico e mentale, la “garra” messa nei minuti finali e la speranza di ritrovare una squadra che ormai sembra in bilico.

A Marassi senza ali per la prova del nove

La prossima giornata sarà dura per il Milan: il Genoa è salvo, ma sicuramente non regalerà nulla ai rossoneri di fronte ai propri tifosi. Oltre alla difficile situazione ambientale, Allegri deve affrontare questo momento senza tre uomini, tutti squalificati: Leao, Saelemaekers ed Estupinan. Una triplice assenza che toglie imprevidibilità e spinta sulle fasce; vedremo come il tecnico rossonero ridisegnerà la squadra in vista della trasferta ligure.

Insomma, tanti problemi, ma un’unica soluzione in casa Milan: i rossoneri dovranno giocare a Marassi con la stessa fame vista nel recupero contro la Dea. È l’ultima chiamata per la Champions League: fallire a Genova significherebbe, molto probabilmente, non centrare la qualificazione e buttare via una stagione che, fino a pochi mesi fa, sembrava potersi chiudere con la contesa dello scudetto. Sarebbe un danno economico e un fallimento identitario che i tifosi del Diavolo non sarebbero più disposti a tollerare.

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