La parabola di Ardon Jashari al Milan affonda le radici in un’estate di trattative serrate e chiamate di alto livello: il centrocampista svizzero, in una lunga intervista concessa a Il Foglio, ha ripercorso i giorni febbrili che lo hanno strappato al Bruges dopo la vittoria della Coppa del Belgio. Nonostante la resistenza del club belga, la determinazione della dirigenza rossonera ha fatto la differenza: Jashari ha svelato il retroscena della telefonata decisiva di Igli Tare mentre si trovava in vacanza a Ibiza, seguita a stretto giro dal “carico da novanta” di Zlatan Ibrahimovic, il cui intervento ha definitivamente convinto il classe 2002 a sposare il progetto milanista.
Sotto la guida di Massimiliano Allegri, Jashari ha intrapreso un percorso di evoluzione tattica che lo sta trasformando in un centrocampista totale. Definito dal giocatore come un vero “maestro”, il tecnico livornese sta lavorando intensamente sulla sua capacità di inserimento e sulla finalizzazione, chiedendogli maggiore intensità e propensione al tiro. Un cambiamento di posizione e di mentalità che lo svizzero sta abbracciando con entusiasmo, consapevole che la crescita individuale è il volano necessario per riportare il Milan stabilmente tra l’élite della Champions League e competere per i massimi traguardi nazionali.