San Siro ribollente di passione ed il Milan stacca un pass fondamentale per il consolidamento del secondo posto, superando un Torino indomito al termine di una contesa risolta solo nei segmenti finali del match. In una serata segnata dalla defezione dell’ultimo minuto di Rafa Leao, fermato da un riacutizzarsi del fastidio all’adduttore, la compagine rossonera ha saputo soffrire l’iniziale supremazia granata per poi imporre la legge dei singoli nella ripresa. Davanti a oltre 73.000 spettatori, il sodalizio milanese ha risposto colpo su colpo alle intuizioni tattiche di D’Aversa, trovando in Fofana e Rabiot i grimaldelli per scardinare l’assetto difensivo ospite e respingere l’assalto dell’Inter capolista.
La metamorfosi tattica e il ruggito di Pavlovic
L’avvio di gara ha palesato un’evidente impasse nella costruzione della manovra rossonera, con il Torino capace di dominare il primo quarto d’ora attraverso le accelerazioni di Pedersen e la vivacità di Gineitis. Tuttavia, al 37′, è stato un lampo improvviso di Pavlovic a spezzare l’equilibrio: una conclusione balistica dai 25 metri che ha trafitto un incolpevole Paleari. Il vantaggio del Milan ha però avuto vita breve, vanificato allo scadere della prima frazione dal rapace opportunismo di Simeone, lesto nel ribadire in rete una corta respinta di Maignan su iniziativa di Vlasic. La ripresa ha sancito la mutazione del match: nel giro di tre minuti, tra l’8′ e l’11’, i rossoneri hanno scavato il solco decisivo grazie all’inserimento vincente di Rabiot e alla stoccata chirurgica di Fofana, propiziata da un filtrante illuminante di Athekame.
Tensione in panchina e il ritorno di Gimenez
La congiuntura favorevole non ha però sopito l’agonismo in campo, culminato in un finale ad alta tensione che ha visto Massimiliano Allegri protagonista di un duro confronto con il quarto uomo. «Mi fate passare la voglia di stare calmo. Così io smetto di allenare», ha sbottato il tecnico livornese, visibilmente irritato dalla gestione della gara nel momento di massimo sforzo granata. Nonostante il rigore trasformato da Vlasic al 39′ della ripresa — concesso dopo un consulto VAR per un contatto tra Pavlovic e Simeone — il Milan ha saputo gestire l’urto finale. Nota di rilievo assoluto è stato il ritorno in campo di Santiago Gimenez dopo cinque mesi di assenza, un innesto che restituisce profondità all’attacco rossonero in vista della volata finale della Serie A.