Sono passate solo tre giornate di campionato, il Milan ha conquistato 7 punti, ma la sensazione è che ci sia ancora molto lavoro da fare per Amorim per trovare armonia e fluidità di gioco. Per un nuovo allenatore arrivato da pochi mesi, e che sta provando anche ad apportare un cambiamento netto rispetto alla passata stagione, è una cosa perfettamente normale. C'è bisogno di tempo per trasmettere le sue idee e c'è bisogno di tempo anche per i giocatori per recepirle. Se però nel reparto difensivo i meccanismi di gioco e le gerarchie dei giocatori sono abbastanza definite, sulla trequarti d'attacco il Milan è ancora in una fase di sperimentazione.
L'importanza dei cambi sulla trequarti
Nelle prime due sfide contro Torino e Venezia, Amorim aveva dato una maglia da titolare a Loftus-Cheek e Cisse; contro la Juve invece il tecnico portoghese ha voluto cambiare completamente la trequarti, con risultati insufficienti, inserendo Saelemaekers e Rabiot. Nell'epoca dei cinque cambi però, chi termina la partita è importante quanto chi la inizia dal primo minuto, ed infatti i subentrati sono stati spesso decisivi.
Contro il Torino era stato determinante proprio l'ingresso di Rabiot sottopunta, che ha servito l'assist per Cisse e ha chiuso la partita con il secondo gol. Nella prima a San Siro con il Venezia invece, è stato decisivo Saelemaekers, che ha servito l'assist a Ramos per il primo gol e mandato in porta Jashari che ha propiziato l'autorete dei lagunari. Domenica allo Stadium invece è accaduto l'opposto: il francese ed il belga non hanno disputato una buona gara, mentre è stato decisivo Cisse, entrando a partita in corso, con il suo splendido gol.
In sintesi dunque, le sensazioni che rimangono dopo queste prime 3 partite sono abbastanza precise. Cisse è uno dei giocatori più in forma della rosa, mentre Rabiot è più a suo agio accanto a Modric, con più campo davanti per le sue galoppate (anche se con De Zerbi a Marsiglia ha già fatto molto bene anche il trequartista). Loftus-Cheek ha avuto molte difficoltà in quella posizione, non avendo le caratteristiche per giocare nello stretto, mentre Saelemaekers è più efficace ed incisivo sulla fascia, anche se non ha sfigurato.
Le altre opzioni di Amorim
All'appello però mancano ancora altri giocatori candidati ad un posto dietro a Ramos. Uno su tutti Christian Pulisic, non ancora recuperato pienamente dagli problemi fisici post mondiale. Se l'americano sta bene e ritorna quello della prima parte dello scorso campionato, è perfetto per interpretare quel ruolo come vuole Amorim. Da qualche settimana è tornato ad allenasi in gruppo; magari contro la Lazio sarà finalmente la partita giusta per fargli riassaporare il campo.
C'è poi anche Hutchinson, arrivato negli ultimi giorni di mercato dal Nottingham Forest. In Italia ancora non lo abbiamo potuto vedere, ma molti addetti ai lavori concordano nel definirlo un giocatore interessante. Ci sarebbe infine anche l'opzione Diego Moreira, ma Amorim ha più volte fatto capire che lo preferisce molto di più come esterno di centrocampo.
Insomma, in quella zona di campo ci sono molti giocatori di livello e con caratteristiche diverse. Ora la palla passa ad Amorim, per cercare di trovare la quadratura ed alzare il livello del Milan.





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