Se con il Lecce era arrivato il primo indizio sul suo stato di forma, con l'Udinese c'è stata la prova definitiva: Christian Pulisic è finalmente tornato al gol anche in trasferta e si lascia definitivamente alle spalle la seconda parte della scorsa stagione. L'ultima volta che era entrato nel tabellino marcatori lontano da San Siro era l'8 Dicembre 2025, quasi un anno fa. Il Milan stava perdendo 2 a 1 all'Olimpico Grande di Torino; l'Americano, febbricitante fino al giorno prima, entra nella ripresa e la ribalta con una doppietta in pochi minuti. Ieri finalmente una nuova gioia, evidentemente il Bluenergy Stadium lo ispira particolarmente, dal momento che anche lo scorso anno siglò una doppietta in questo stadio e nell'Aprile 2025 regalò un assist a Pavlovic.
La continuità che gli mancava
Con il gol contro l'Udinese dunque, Pulisic sale a quota due reti stagionali, e sarebbero state 3 se contro l'Atalanta non gli fosse stato annullato il gol per una questione di centimetri, motivo per cui, come ha spiegato ai microfoni di DAZN a fine partita, ha avuto un'esultanza pacata, per la paura che gli venisse annullato anche questo. Due reti per certi versi simili, arrivate entrambe da un lancio lungo e da un movimento sul filo del fuorigioco, con il controllo del pallone che lo ha messo sempre nelle condizioni migliori possibili di concludere a rete. Con il Lecce è stata una giocata meravigliosa, che, senza esagerare troppo, ha ricordato alcune magie di Roberto Baggio. Con l'Udinese invece, è stato un gol apparentemente più semplice, perché la difesa friulana si è fatta trovare impreparata e la classe di Modric ha fatto il resto, con Okoye che non ha potuto fare molto.
Al di là dell'aspetto puramente numerico, però, la sensazione è che Christian sia finalmente tornato quello delle prime stagioni in rossonero, o quello brillante della prima parte della scorsa annata con Allegri. Nel 4-4-2 preparato un pò in emergenza da Amorim si è trovato a fare la seconda punta accanto a Ramos, un ruolo che sa interpretare molto bene, ma la sua duttilità gli ha permesso di agire anche da trequartista in molte fasi della partita, innescando più volte le incursioni di Hutchinson e sopratutto di Bartesaghi.
L'MVP della partita contro l'Udinese, a fine gara, ha poi parlato molto lucidamente del momento dei rossoneri e, con parole pacate e mature, anche del suo ruolo all'interno dello spogliatoio, in un italiano che sta finalmente iniziando ad essere più fluente: " ci sono tanti leader in squadra, io non sono un ragazzo che parla molto perché preferisco dimostrare sul campo. Sono contento della partita della squadra, perché oggi non era facile, visti anche i tanti infortuni". Un ultima battuta infine, anche sul suo favorito al pallone d'oro: "credo che vincerà Mbappè".



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