Milan, Gila in pole: difesa priorità assoluta. Come cambia il mercato

La dirigenza rossonera accelera: Gila è il nome caldo per il reparto difensivo.

Gianpietro Melfi
6 min di lettura

In via Aldo Rossi la decisione è presa: acquistare grandi giocatori. Parliamo di mercato e con il via libera di Cardinale, la promessa fatta è stata questa. Con l’obiettivo Champions ancora in stand by, il pensiero di dover rinforzare la rosa per l’anno prossimo rimane costante. Come la volontà di portare a tutti i costi al Milan Mario Gila. Lo spagnolo è tra i preferiti di Max Allegri e di una sua vecchia conoscenza alla Lazio: il ds Tare.

Gila obiettivo primario

Mentre a Milanello ci si prepara per la prossima trasferta a Reggio Emilia, a Casa Milan si studiano le mosse e gli obiettivi da portare a termine per il mercato estivo. Tra i nomi costantemente citati, ce n’è uno che rimane da settimane sulla bocca dei media. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, Mario Gila della Lazio è un vero pallino del Diavolo. Il difensore di Sarri dovrebbe essere il primo rinforzo assoluto per il reparto difensivo. Allegri apprezza le sue qualità e gioverebbe nel poterlo schierare in una difesa a quattro o a tre. La sua malleabilità è condita, inoltre, da una tenacia sugli interventi a ultimo uomo, così come sulla linea di fondo. Gila dimostra di essere un giocatore determinato e consapevole che a breve arriverà il momento di compiere un nuovo step per la carriera.

La Lazio di Maurizio Sarri ha offerto finora un’ottima scuola per crescere nel palcoscenico italiano ed europeo. E l’essere un prodotto de La Fabrica – la nota cantera del Real Madrid – ha fatto di lui un giocatore seguito da più squadre.

La Lazio temporeggia. Lotito è il primo ostacolo

Gila ha un contratto con la società biancoceleste fino al 2027. Per la società romana aprire le orecchie e ascoltare delle prime offerte, non sarebbe affatto una brutta idea per non farselo scappare a zero o a prezzo in saldo – come successo in passato con grandi nomi -. Il mondo laziale però, è cosciente di avere a capo Lotito, un presidente che mette i bastoni tra le ruote a chi bussa alla sua porta. E la dirigenza rossonera è consapevole di trovarsi un ostacolo difficile da superare.

La Lazio, nel caso dovesse cedere il difensore, è vincolata a riconoscere al Real Madrid il 50% sulla futura rivendita. In queste circostanze, per il presidente romano incassare subito è preferibile, pur di non rimanere a mani vuote.

Come funziona da sempre, il calciomercato viene vinto dal miglior offerente. Il Milan, infatti, non è il solo a voler entrare in corsa: Juventus, Inter e Napoli sarebbero le altre contendenti e il secondo ostacolo da evitare. Con le big italiane in pole position a osservare il difensore, a Casa Milan la decisione di puntare sullo spagnolo ha motivo di essere portata avanti, visto che la pista Kim del Bayern Monaco si starebbe spegnendo sempre di più, colpa dell’ingaggio da 9 milioni l’anno più bonus, troppo elevato.

Allegri e Tare hanno cambiato la strategia del Milan

Se l’ideologia di mercato in via Aldo Rossi sta cambiando, grazie alla coppia Allegri-Tare, costruire una squadra in grado di competere diventa una priorità assoluta. Investire sul futuro e far crescere nuovi talenti rimangono due punti fermi societari. Ma l’arrivo di Rabiot e Modric in questa stagione hanno fatto intendere che serve altro per arrivare lì dove si vuole stare. Di certo, la stagione attuale ha mostrato dei limiti, anche tra i singoli, che non sono da mettere in secondo piano da agosto in poi.

Per questo Gila, rappresenta un innesto in grado di far fare un salto di qualità nel reparto arretrato, in linea con un principio ampiamente evoluto all’interno di Milanello. Quindi, il tecnico livornese vuole un nome che in Serie A ha mostrato di essere un giocatore fatto e finito. Giusto per far crescere immediatamente la squadra.

Una prima offerta e piano B in stesura

Il Milan sarebbe disposto a offrire tra i 20-25 milioni di euro. Non di più. L’offerta economica risulterebbe onesta e starà alla Lazio, decidere o meno, se farlo partire. Convincere il soggetto nel credere a pieno in un progetto vincente è la giocata da mettere in atto in condizioni simili. Oltre alla partecipazione in Champions si pretende la conquista, almeno nelle prossime due stagioni, della seconda stella.

Il pensiero comune si sta evolvendo, ma voler investire su profili, certamente interessanti ma meno altisonanti, rimane un’opzione da sfruttare nel caso gli obiettivi primari non dovessero andare in porto. Thomas Kristensen dell’Udinese – classe 2002 – sarebbe stato individuato dalla società milanista come un’alternativa ideale. Un giocatore meno rapido nelle scelte ma di forte impatto, grazie alla stazza. Le idee sono ben chiare: alzare il livello, senza perdere di vista la propria scuola di pensiero.

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