Amorim non ci ha pensato due volte: sì immediato al Milan, ora si lavora sulla dirigenza

Affare chiuso: Ruben Amorim sarà il nuovo allenatore rossonero a partire dalla prossima stagione. Non è stata la prima scelta del duo Cardinale-Ibrahimovic, che dopo diversi rifiuti si sono fiondati sul tecnico portoghese.

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Dopo quasi un mese in totale assenza di figure dirigenziali e tecniche, inizia a comporsi il nuovo assetto rossonero: il primo tassello è l’allenatore, difatti Ruben Amorim ha firmato il contratto a seguito dell’ok definitivo di Gerry Cardinale. Restano ancora da chiudere le assegnazioni dei vari ruoli dirigenziali, ma nel frattempo il portoghese inizia a studiare la rosa in vista del mercato.

Prende forma il nuovo Milan

Nella giornata odierna è arrivata la firma ufficiale sul contratto che legherà Amorim in rossonero per le prossime due stagioni, con opzione per la terza: le cifre si aggirano intorno ai 3,5 milioni di Euro a stagione, con l’aggiunta di bonus legati a possibili obiettivi. Il portoghese non ci ha pensato molto dal momento in cui ha ricevuto l’offerta, accettando immediatamente le condizioni offerte dal Diavolo e dichiarandosi fin da subito interessato al progetto.

Al suo arrivo potrebbe essere legato anche quello di alcuni dirigenti: Markus Krosche dovrebbe diventare il nuovo “Head of Football” di Cardinale, più comunemente chiamato Direttore Tecnico, per occuparsi della gestione tecnica e sportiva della squadra, assieme al Direttore Sportivo Timmo Hardung, un suo fedelissimo. C’è però da risolvere il nodo che lo lega all’Eintracht Francoforte, club in cui ricopre lo stesso ruolo attualmente e che non vorrebbe liberarlo molto facilmente.

Chi è Ruben Amorim e come gioca

La crescita in Portogallo e l’esperienza in Inghilterra: questo il curriculum di Ruben Amorim, che dopo essersi fatto notare nel 2019 al Braga, si è trasferito allo Sporting Lisbona per quattro anni, conquistando ben due campionati portoghesi e attirando gli occhi di tutti su di lui. Nel 2024 sceglie di intraprendere una nuova esperienza in Premier League al Manchester United, nonostante la stagione fosse ancora in corso, ma nel suo periodo inglese non è riuscito ad ottenere buoni risultati con i Red Devils.

Il tecnico predilige il modulo 3-4-2-1 per esprimere un calcio offensivo e iniziare a pressare gli avversari nella loro metà campo, per mettere in difficoltà la loro manovra e non farsi schiacciare. Una filosofia figlia della nuova generazione, completamente l’opposto del sistema “allegriano” osservato nella passata stagione. Naturalmente serviranno i giocatori adatti per esprimere le sue idee, anche se sembra esserci già una buona base considerando le caratteristiche degli attuali presenti in rosa.

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