19 aprile, 23 giugno: dopo due mesi dall’ultima rete con il Milan nella trasferta di Verona, Rafael Leao torna a segnare e fa il suo “ingresso” ufficiale al Mondiale, nonché tra i marcatori del suo Portogallo. Nel rotondo 5-0, che ha consacrato ancora di più Cristiano Ronaldo nella storia (a segno in ben 6 edizioni diverse del Mondiale), il n.10 rossonero subentra nella ripresa e qualche minuto prima del 90’ sfrutta nel migliore dei modi l’occasione capitata, praticamente un rigore in movimento. Senza neanche pensarci (e quasi in no-look), Leao ha scaricato un destro preciso che si è infilato alla destra di Yusupov, sotto l’incrocio lì dove il portiere dell’Uzbekistan non ci sarebbe mai potuto arrivare.
Leao irrompe nel Mondiale
Ciò che ci si domanda è il motivo per cui Rafael Leao non venga schierato titolare dal c.t. del Portogallo Roberto Martinez, che gli ha preferito Pedro Neto sia alla prima giornata contro la Repubblica Democratica del Congo, sia ieri sera contro gli uzbechi. Stesso ruolo per Neto nel Chelsea, che ha dalla sua la caratteristica di essere ambidestro e poter usare con facilità entrambi i piedi per creare situazioni pericolose. Mentre a livello di struttura tecnica e fisica tra i due non ci sarebbe paragone, data la potenziale esplosività di Leao che, come ormai ben noto, fatica a mettere in mostra da qualche anno a questa parte. Che coincide anche con la tenuta mentale, cioè con la capacità di stare in partita per tutti i 90’. Ecco perché, verosimilmente, il suo allenatore preferisce schierare Neto dall’inizio e far fruttare la velocità di Leao a gara in corso.
Leao post-Uzbekistan, la frase sibillina sul futuro
A qualche giorno dall’ufficialità di Ruben Amorim sulla panchina del Milan, terzo portoghese alla guida del club negli ultimi 3 anni dopo il deludente binomio Fonseca-Conceicao, il giocatore rossonero ha rilasciato qualche frase importante che forse farebbe pensare ad un ripensamento sul suo futuro. Nelle ultime settimane, infatti, alla SportTv portoghese Leao aveva chiaramente ribadito come il suo ciclo al Milan fosse terminato, di aver dato tutto e di essere pronto per una nuova esperienza. Parole che vanno contro-corrente con quanto pronunciato ieri sera sul prossimo futuro: “Amorim è un ottimo allenatore, prenderò una decisione definitiva soltanto dopo il Mondiale“. In un contesto incerto, la certezza è sempre che la dirigenza rossonera spera in un aumento del suo cartellino per poter monetizzare il più possibile se dovessero arrivare delle offerte concrete.