Si avvicina un altro weekend di campionato, con l’Inter già campione d’Italia, e nella Milano rossonera ci si concentra per centrare l’obiettivo tanto atteso: la Champions. Per i tifosi, questa rincorsa si sta prolungando troppo, con la consapevolezza di non poter conquistare la qualificazione senza pressione. A San Siro si presenta l’Atalanta, una compagine che non vuole mollare l’Europa, con l’intento di qualificarsi almeno in Europa League, sperando che il Como faccia un passo falso.
Un Diavolo senza luce
Il secondo capitolo de Il Diavolo veste Prada è stato giudicato da diversi cinefili come un film apatico: privo di luce e poco coinvolgente. Cosa lega questo film al calcio? L’apatia mostrata sullo schermo ricorda quella del Milan attuale. Il Diavolo conosciuto finora da Allegri non è lo stesso del girone d’andata. Senza idee e poco brillante. La sensazione è che il lavoro fatto dal tecnico toscano sia stato vano. E in queste giornate, definite tour de force, ci si aspettava almeno che la matematica non fosse un’opinione. Il match contro i bergamaschi è un’altra possibilità per far rivedere al meglio i principi di gioco dettati da inizio stagione.
La totale crisi di idee vista contro il Sassuolo ha fatto male non solo ai tifosi presenti allo stadio e quelli da casa, ma allo stesso allenatore, che all’inizio del secondo tempo ha fatto notare una certa difficoltà nel trovare una risposta ai problemi presenti in campo.
Palladino sfida un Milan in crisi
Le partite contro la Dea sono oramai dei veri e propri big match che garantiscono intensità e ritmo: insomma un calcio meno statico. Raffaele Palladino è arrivato sotto la Città Alta a novembre, e la sua idea di gioco fa capire come l’Atalanta sfiderà il Milan a braccia aperte.
La partita d’andata finì 1 a 1, ma in quel caso il mister campano sarebbe arrivato qualche settimana dopo per sostituire Ivan Juric. Samuele Ricci sbloccò l’incontro con un tiro da fuori, ma a lungo andare l’entusiasmo iniziale dei rossoneri si trasformò in azioni offensive inermi ai guanti di Carnesecchi.
Inoltre il Diavolo delle recenti stagioni, quando ha incontrato il tecnico orobico, ha faticato molto. Facendo un passo indietro, gli ultimi tre incontri mostrano un bilancio negativo: un pareggio contro la Fiorentina e due sconfitte contro il Monza.
La Champions passa da San Siro
La sfida di domenica sera vedrà un Milan pieno di ferite. Consapevole che i troppi punti lasciati per strada lo hanno costretto a giocarsi la Champions fino all’ultimo. Contro la Juventus e l’Atalanta si pronosticava che la squadra di Allegri si giocasse almeno il secondo posto con maggiore serenità. Così non è stato. E alla trentaseiesima giornata c’è poco da pensare, ma agire subito. Da questa sfida passa la credibilità di una stagione che rischia di diventare nuovamente deludente.