Il Milan di Massimiliano Allegri espugna il Dall’Ara con una prestazione autoritaria che non lascia scampo al Bologna, confermando la solidità del nuovo assetto tattico rossonero. Martedì sera, nell’anticipo di campionato, i rossoneri hanno imposto il proprio ritmo fin dai primi minuti, trascinati da un centrocampo di qualità superiore e da una fase offensiva cinica che ha visto negli ex Chelsea i grandi protagonisti della serata.
Difesa d’acciaio e una regia senza tempo
La serata bolognese ha confermato la crescita della retroguardia, capace di trasformare Maignan in un osservatore non pagante per l’intero match. A guidare il reparto è stato un Gabbia in versione leader assoluto, ormai punto di riferimento della difesa, supportato dalla fisicità di De Winter e dall’applicazione tattica di Pavlovic. Sulle corsie esterne, la sorpresa Athekame ha saputo sfruttare al meglio l’occasione nata dall’assenza di Saelemaekers, fornendo spinta costante e l’assist fondamentale per l’apertura delle marcature.
In mezzo al campo, il pallone è stato al sicuro tra i piedi di Luka Modric. Il croato ha dettato i tempi con una naturalezza disarmante, confermando un feeling particolare con lo stadio felsineo e mandando in crisi costante la mediana di Italiano. Al suo fianco, la sostanza di Fofana e gli inserimenti chirurgici di Adrien Rabiot hanno completato un reparto che ha dominato fisicamente e tecnicamente ogni zona del campo.
Loftus-Cheek e Nkunku: gli uomini della vittoria
Il premio di migliore in campo spetta di diritto a Loftus-Cheek, apparso in uno stato di grazia totale sotto la gestione Allegri. Il suo dinamismo ha fatto saltare ogni schema difensivo del Bologna, portandolo a siglare la rete del vantaggio e a propiziare il rigore che ha messo in ghiaccio la partita. Dal dischetto non ha tremato Nkunku, che ha risposto alle recenti voci di mercato con una prova di grande carattere e freddezza. Meno brillante, invece, l’ingresso di Füllkrug nel finale: nonostante le diverse occasioni create dai compagni, l’attaccante ha peccato di eccessiva ricercatezza, fallendo il colpo del definitivo ko.
Le pagelle
Maignan 6 – Spettatore non pagante per tutti i novanta minuti, approfitta della sterilità offensiva del Bologna per una serata di relativo riposo.
De Winter 6.5 – Gestisce con autorità le avanzate di Rowe e Miranda, facendosi trovare sempre pronto nell’anticipo e nelle chiusure preventive.
Gabbia 6.5 – Comanda la linea con una personalità da capitano vero; la sua maturazione settimanale è ormai la certezza della difesa di Allegri.
Pavlovic 6 – Esegue con disciplina il compito di braccetto, limitando Orsolini e Bernardeschi con una prova fisica e attenta.
Athekame 6.5 – Sboccia definitivamente al Dall’Ara: dai suoi piedi nasce il cross per il vantaggio. Una freccia importante nell’arco dei rossoneri. (Tomori 6 – Entra in una posizione insolita sulla destra e non commette sbavature).
Fofana 6.5 – Il suo ritorno tra i titolari garantisce equilibrio e una presenza fisica che intimorisce gli avversari in ogni zona della mediana.
Modric 7 – Maestro assoluto della gestione del pallone, domina il centrocampo senza risentire minimamente del passare del tempo. (Jashari 6 – Entra con il piglio giusto e serve una palla d’oro non sfruttata da Füllkrug).
Rabiot 7 – Sempre più simbolo del nuovo corso, trova il tempo dell’inserimento quasi da trequartista e firma la quarta rete della sua stagione.
Bartesaghi 6.5 – Ottima intesa con i compagni sulla sinistra e spinta costante fino all’infortunio muscolare che lo costringe al cambio. (Estupiñán sv).
Loftus-Cheek 7.5 – L’uomo in più di questo Milan: segna, crea spazi e si guadagna il rigore del raddoppio. Giocatore totalmente ritrovato. (Ricci 6 – Gestisce il finale con ordine e senza rischi).
Nkunku 7 – Professionista esemplare: ignora il mercato, manda al manicomio la difesa rossoblù e trasforma il rigore della sicurezza. (Füllkrug 5.5 – Entra bene nel gioco ma cestina troppe occasioni cercando la giocata sofisticata).