In una lunga intervista concessa al Magazine ‘Rivista undici‘, disponibile nel loro canale YouTube, Adrien Rabiot si racconta in maniera autentica e onesta. Vengono trattati diversi temi: dal suo rapporto con Allegri a quello con Ibra, che ha ritrovato dirigente dopo aver condiviso con lui lo spogliatoio a Parigi, fino alle sue ambizioni di vincere trofei con il Milan e con la sua nazionale nell’imminente coppa del Mondo.
L’impatto di Rabiot al Milan
“Mi aspettavo di avere un impatto del genere al Milan perché sono venuto qui per dare tutto me stesso, al 100%“. Inizia con questa frase la lunga intervista di Rabiot, il ‘cavallo pazzo‘ che tanto sta facendo bene in questa sua prima stagione con la maglia rossonera. La sua non è arroganza, ma solo una grande consapevolezza nei suoi mezzi e nel lavoro quotidiano in ogni allenamento, unita ad una grande fiducia in se stesso.
I numeri in questo senso parlano chiaro: con Adrien in campo il Milan ha ottenuto 12 vittorie e 5 pareggi, nelle 8 partite senza di lui invece sono arrivate solamente 3 vittorie. Con lui i rossoneri viaggiano ad una media di 2,4 punti a partita, mentre senza di lui scendono a 1,4. Non può essere solo un caso. La sua assenza per squalifica contro la Lazio dunque preoccupa non poco.
Il rapporto con Allegri ed Ibrahimovic
Viene raccontato poi anche il suo rapporto con Allegri: “ho ritrovato lo stesso mister, anche un pò più sereno. Ha sempre questa tranquillità e questa ambizione in cui bisogna sempre dare tutto al 100%”. Per quanto riguarda invece le differenze tra il suo modo di giocare e quello di De Zerbi (che Rabiot ha avuto al Marsiglia) aggiunge:” è vero che tatticamente è un pò diverso, ma una volta che capisci cosa vuole l’allenatore cerchi di fare sempre il meglio possibile”.
Una chiosa poi anche su Ibra:” è una persona che mi ha fatto crescere, un esempio per tutti di responsabilità in campo, di carattere per prendere decisioni ed essere forti mentalmente”.
Il calcio come priorità
Rabiot racconta anche come il suo lavoro e il calcio siano veramente la priorità nella sua vita. Per lui non c’è spazio per distrazioni come la moda o le serate, perché sposterebbero il focus dal campo. Insomma, uno stile di vita semplice e lontano dai riflettori, zero tatuaggi e la sua vita privata che non viene mai sbandierata sui social. “Posso dire di essere un esempio perché vengo ogni mattina al campo con l’obiettivo di migliorare e fare le cose bene. Poi, mi dedico alle cure e alle terapie e cerco sempre di mangiare bene e dormire bene”.
Ciò che emerge dalle sue parole dunque, è quanto lui sia un professionista serio e completamente dedito al lavoro. Anche per questi motivi, oltre alle sue gesta in campo, si è già conquistato l’affetto di tutti i tifosi del Milan.