Il Milan si ripresenta sul palcoscenico della Serie A dopo una sosta forzata di dieci giorni, pronto a sfidare il Pisa in un anticipo del venerdì che profuma di conferma. La vittoria netta di Bologna ha lasciato in dote a Massimiliano Allegri non solo tre punti preziosi, ma anche la consapevolezza di aver trovato una quadra tattica solida, nonostante le assenze. Il tecnico livornese, pur sorridendo per il rientro in gruppo di Rafael Leao e Christian Pulisic, sembra intenzionato a gestire con estrema cautela i suoi pezzi pregiati: entrambi i calciatori, infatti, inizieranno la sfida dalla panchina. La scelta risponde alla necessità di non rischiare ricadute, specialmente per l’esterno statunitense, apparso ancora lontano dalla condizione atletica ottimale per reggere l’intensità di un match dal primo minuto.
L’architettura rossonera: il 3-5-2 e il ritorno di Tomori
L’assetto tattico che scenderà in campo all’ombra della Torre Pendente ricalcherà quasi integralmente quello ammirato al Dall’Ara. Davanti all’insostituibile Mike Maignan, si registra l’unica vera novità di formazione: il rientro di Fikayo Tomori. Il difensore inglese riprenderà il suo posto nel terzetto arretrato, affiancando Gabbia e Pavlovic, in una linea che promette muscoli e velocità per arginare le ripartenze nerazzurre. Resta invece ferma ai box l’ala belga Saelemaekers, che si aggiunge alla lista degli indisponibili insieme al lungodegente Gimenez.
Il cuore pulsante della compagine rossonera rimane il centrocampo a cinque, dove la densità e la qualità tecnica sono garantite da un terzetto d’autore. Luka Modric e Adrien Rabiot, definiti ormai «gli insostituibili» nello scacchiere di Allegri, agiranno ai fianchi di Youssouf Fofana, chiamato agli straordinari per coprire le linee di passaggio avversarie. Sulle corsie esterne, il tecnico rinnova la fiducia ai due giovani profili che hanno ben figurato nelle ultime uscite: Zachary Athekame presidierà la fascia destra (nonostante la pendenza della diffida), mentre sul versante opposto agirà Bartesaghi, incaricato di garantire spinta e cross per le punte.
Tandem atipico e gestione della gara
In attacco, l’assenza forzata dei titolari naturali spinge Allegri a riproporre il sodalizio composto da Christopher Nkunku e Ruben Loftus-Cheek. Il duo ha dimostrato una sintonia sorprendente, fatta di scambi nello stretto e inserimenti fisici che hanno messo in crisi la retroguardia felsinea una settimana fa. La capacità di Loftus-Cheek di agire da pivot aggiunto e la rapidità d’esecuzione del francese rappresentano le armi principali per scardinare il fortino del Pisa.
La gestione dei cambi sarà, con ogni probabilità, la chiave di volta del match. Con elementi del calibro di Leao, Pulisic e Fullkrug pronti a subentrare a gara in corso, Allegri dispone di un arsenale capace di mutare l’inerzia della sfida in qualsiasi momento. La direzione di gara è stata affidata al fischietto di Fabbri, coadiuvato da Aureliano in sala VAR, per un match che il Milan non può permettersi di sbagliare se vuole mantenere il passo dell’Inter capolista.