Una contestazione verso la proprietà che va avanti ormai da anni, ma che nell’ultimo periodo sta assumendo forme mai viste prima. Gli ultras rossoneri hanno al centro del proprio mirino Gerry Cardinale, l’assoluto proprietario del Milan, e da anni ormai invocano la cessione del club. Dopo la disfatta della mancata qualificazione in Champions, le tensioni si sono intensificate notevolmente: Milano è stata riempita di cartelloni e graffiti che invitavano la società RedBird ad andarsene, ma anche a Napoli e a Roma è stato avvistato lo stesso materiale di protesta. Ma al tifo organizzato rossonero non basta restare nei confini nazionali, allargandosi prima a New York e da oggi anche a Londra.
Una protesta agli occhi del mondo intero
L’obiettivo principale della Curva Sud è, chiaramente, ottenere il cambio di proprietà per tornare ad essere un emblema del calcio, come per anni è stato il Milan, e assaporare valori come passione, onore e milanismo che mancano da troppo tempo. Non essendo direttamente possibile raggiungere tutto ciò, la tifoseria cerca di far notare il più possibile il disastro compiuto da questa proprietà, mettendola in cattiva luce agli occhi di tutto il mondo. Protesta che si può ormai definire mondiale, dopo che alcune delle più famose città mondiali come New York e Londra sono state informate di questa situazione tramite volantini appesi alle mura di esse. Su questi sono stati stampati i volti di Cardinale ed Ibrahimovic e citano la frase: “Liberate il nostro Milan”.
RedBird un fallimento storico
A maggio 2022, dopo la vittoria dello Scudetto, nessun tifoso del Milan avrebbe mai potuto immaginare un proseguo simile negli anni a venire. Un ritorno alla gloria dopo anni di sofferenze e mediocrità, che sembrava aver riportato il Diavolo nel calcio che conta, tra i più grandi club mondiali. Ma proprio nell’estate seguente iniziò il declino rossonero: l’immagine di Cardinale in Piazza Duomo durante i festeggiamenti per lo Scudetto rappresenta l’unico momento in cui si è trovato in un ambiente positivo e gioioso, difatti gli ultimi istanti prima della sua acquisizione del club.
La goccia che fece traboccare il vaso fu l’esonero di Paolo Maldini dal ruolo di Direttore Sportivo un anno più tardi, cancellando ogni minima forma di rappresentanza dell’AC Milan. Questa è solo la prima delle diverse scelte fallimentari che negli anni sono stati effettuate dalla proprietà americana e da tutti i dirigenti che ne hanno fatto parte. Adesso, dopo aver esonerato chiunque in società, Cardinale ha in mano il destino del club rossonero, e se non vorrà dare ascolto alle richieste dei tifosi, dovrà certamente ripagare questi anni di nullità.