L’enigma Santiago Gimenez si avvia verso una risoluzione temporale, ma il futuro tecnico resta un’incognita. A un anno esatto dallo sbarco a Milano, il “Bebote” sta ultimando il percorso riabilitativo dopo l’operazione alla caviglia che ne ha martoriato il rendimento. Massimiliano Allegri ha rotto il silenzio sulle condizioni del messicano, fissando il rientro tra i ranghi della prima squadra tra circa trenta giorni. Una tempistica che permetterebbe all’attaccante di riaffacciarsi in campo per lo sprint finale di una stagione finora spettrale.
Il bilancio del centravanti ex Feyenoord è impietoso: una sola rete in Coppa Italia contro il Lecce e un assist rappresentano il magro bottino di un’annata condizionata dai continui stop medici. L’arrivo di Niclas Fullkrug nel mercato di gennaio ha ulteriormente ridotto gli spazi per Gimenez, che ha vissuto anche l’onta di una messa in vendita lampo poco prima della trasferta salentina. Il feeling con il sistema di gioco di Allegri non è mai decollato, complice un’alchimia tattica difficile e una gestione societaria che sembra aver minato la fiducia del calciatore.
Per il Milan, il ritorno di Santi rappresenta l’ultima scommessa per evitare un epilogo amaro e una minusvalenza tecnica pesante. Con il Mondiale 2026 alle porte, il messicano è chiamato a una metamorfosi immediata per conservare il posto in nazionale e dimostrare di poter coesistere con le nuove gerarchie offensive dei rossoneri. I prossimi trenta giorni di lavoro atletico saranno decisivi: o Gimenez ritrova il “Nirvana” realizzativo mostrato in Olanda, o l’avventura all’ombra della Madonnina si chiuderà con un divorzio inevitabile a giugno.