Il Milan ha un grande favorito per la guida dell’area tecnica, ma non ha ancora trovato l’accordo con lui. Ralf Rangnick resta il profilo più gradito a Gerry Cardinale, ma il tedesco ha posto condizioni precise: pieni poteri, carta bianca nelle scelte e massima autonomia nelle decisioni. Finché il club rossonero non accetterà formalmente questi requisiti, la fumata bianca non arriverà. E nell’attesa, la prima alternativa prende forma: si tratta di Ramon Planes, ex ds di Espanyol, Tottenham e Barcellona, che si è praticamente liberato dall’Al Ittihad, dove di recente era passato dal ruolo di direttore sportivo a quello di consulente esterno.
Planes e Pochettino: un tandem costruito vent’anni fa
La particolarità dell’opzione Planes non è solo nel suo curriculum, ma nel nome che porterebbe con sé sulla panchina rossonera. Se il dirigente catalano dovesse spuntarla su Rangnick, le quotazioni di Mauricio Pochettino per il ruolo di allenatore salirebbero in modo significativo. I due si conoscono da quasi vent’anni: è stato proprio Planes a lanciare l’attuale ct degli Stati Uniti all’inizio della sua carriera da tecnico, costruendo un rapporto di stima e fiducia che dura ancora oggi. Un pacchetto già rodato, con una visione di calcio condivisa e una storia comune su cui costruire.

Il casting è ancora aperto: Cardinale vuole certezze
La strategia di Cardinale resta quella di non affrettare una decisione che non può permettersi di sbagliare. Il proprietario americano vuole prima nominare il direttore tecnico e poi chiudere per l’allenatore, costruendo una struttura dirigenziale coerente dall’alto verso il basso. Rangnick o Planes: due filosofie diverse, due scenari diversi anche per la panchina. Il primo porterebbe con sé Glasner, il secondo aprirebbe la strada a Pochettino. Il Milan aspetta, i candidati aspettano, e il mercato nel frattempo non si ferma.