Effetto Rabiot: il Milan cambia passo e vola a media scudetto

Analisi del "fattore Adrien": con lui 2,38 punti a partita. Il gol al Torino e l'esultanza-messaggio con Fofana.

Redazione
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Il Milan ritrova il suo baricentro e i tre punti contro il Torino, certificando una verità statistica inconfutabile: senza Adrien Rabiot, il Diavolo dimezza il proprio potenziale. Il rientro del francese a San Siro, bagnato dal primo gol personale davanti al pubblico rossonero, ha spazzato via le scorie del k.o. di Roma contro la Lazio, confermando il centrocampista come l’ago della bilancia del progetto Allegri. I numeri pubblicati dalla Gazzetta dello Sport sono impietosi per chiunque metta in discussione l’impatto dell’ex juventino: con lui in campo la media punti schizza a 2,38 (15 vittorie su 21 match), mentre la sua assenza fa sprofondare il rendimento a un mediocre 1,44.

L’impatto di Rabiot va oltre la pura tenuta atletica, elevandosi a leadership tecnica in un reparto completato dalla classe di Luka Modric. La simbiosi tattica con il croato permette al Milan di dominare le transizioni, ma è il peso specifico dell’uomo spogliatoio a fare la differenza nel 2026. Emblematica l’esultanza post-gol con Youssouf Fofana: i due hanno mimato i gesti tipici di Pulisic e Leao, un segnale politico chiarissimo inviato all’ambiente dopo le turbolenze interne della settimana. Un manifesto di unità che trasforma il centrocampo rossonero in una “famiglia” corazzata, pronta a blindare il piazzamento Champions nel finale di stagione.

La capacità di Rabiot di inserirsi con i tempi corretti — come dimostrato nella rete che ha sbloccato la gara contro i granata — colma le lacune realizzative palesate dal reparto offensivo orfano di Leao. Con il francese al picco della forma fisica, il Milan si riprende il ruolo di inseguitore principale del Napoli, distanziando la Juventus e il Como. Il “Cavallo Pazzo” rossonero è ufficialmente tornato in sella e, con un differenziale di quasi un punto a partita rispetto alle gare giocate senza di lui, rappresenta l’assicurazione sulla vita per le ambizioni di Allegri da qui a maggio.

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