Milan-Juve, Allegri: “Non è uno snodo, ma vogliamo vincere”

Pressione massima a San Siro dopo i successi di Napoli e Roma: il Diavolo cerca l'allungo decisivo per blindare l'Europa.

Redazione
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La domenica della 34ª giornata di Serie A si chiude con il botto a San Siro, dove il posticipo tra Milan e Juventus assume i contorni di una vera e propria prova del nove per le ambizioni rossonere. I risultati del pomeriggio hanno ridisegnato i rapporti di forza: la vittoria del Napoli sulla Cremonese ha riportato Antonio Conte a +3 sui rossoneri, mentre il blitz della Roma a Bologna ha ridotto a sole cinque lunghezze il distacco dagli uomini di Massimiliano Allegri. In questo contesto, il match contro i bianconeri diventa vitale: un successo della squadra di Spalletti, infatti, sancirebbe l’aggancio in classifica con il sorpasso juventino per via degli scontri diretti.

Nella consueta conferenza stampa della vigilia, Allegri ha mantenuto il suo proverbiale equilibrio, pur riconoscendo l’importanza storica e strategica del confronto. “Il calcio è imprevedibile, basta un gol immediato per stappare la partita”, ha esordito il tecnico, sottolineando il valore aggiunto portato dal collega sulla panchina avversaria: “È una delle sfide più importanti del campionato. L’arrivo di Spalletti ha dato alla Juventus quel qualcosa in più, stanno disputando un torneo di altissimo livello e ci giochiamo entrambi un posto tra le prime quattro”.

Nonostante la posta in palio, l’allenatore toscano ha voluto allontanare l’etichetta di “ultima spiaggia” dal match di stasera. “Non lo considero un bivio definitivo; per la matematica ci mancano ancora 7 punti, ha precisato Allegri, spostando l’attenzione sul percorso di crescita del club. “Bisogna sempre lavorare per il massimo traguardo. Con la società il confronto è costante e partiamo da una base solida, composta da giocatori di grande valore sia tecnico che morale. È da qui che dobbiamo ripartire per la prossima stagione”.

Il Milan è chiamato dunque a rispondere sul campo per non farsi risucchiare nella bagarre Champions. Con il fiato della Roma sul collo e un Napoli che prova la fuga, il Diavolo non può permettersi passi falsi davanti ai 75.000 del Meazza. La parola passa ora al campo, in una notte dove la personalità peserà quanto la tattica.

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