Se già per via del risultato si poteva considerare deludente la trasferta emiliana contro il Sassuolo, le notizie negative non sono terminate per il Diavolo: un'entrata a vuoto nel tentativo di anticipare Lauriente ha causato un immenso dolore a Matteo Gabbia, che al 18' ha dovuto chiudere la sua gara e uscire dal campo con il soccorso della barella, incapace di camminare sulle proprie gambe. Il percorso di recupero, a prescindere dalle opzioni percorribili, sarà inevitabilmente lungo, e si può considerare chiuso il suo 2026.
Un avvio di stagione da dimenticare
Non sono stati semplici i primi due mesi stagionali per il centrale italiano, che tra pochi minuti giocati e altri infortuni non ha praticamente mai visto il campo. Appena 17 minuti disputati nelle prime due uscite in campionato, poi l'assenza all'Allianz Stadium per un piccolo stop fisico e seduto in panchina per tutte le altre gare fino alla sosta.
Complice anche una buona crescita di De Winter, che ha illuminato gli occhi di Amorim, quella contro il Sassuolo era la prima gara da titolare per Gabbia, che poteva certamente andare meglio. Intorno al 18' minuto entra in scivolata per cercare di fermare il contropiede neroverde, con Lauriente lanciato in campo aperto sulla corsia di sinistra, ma il tentativo va a vuoto e oltre il danno arriva anche la beffa per il numero 46 rossonero. Fin da subito è apparso fortemente dolorante, tanto da restare fermo a terra per oltre un minuto, mentre il gioco proseguiva. Una volta interrotta la partita, sono entrati in campo i medici per soccorrerlo, ma non c'è stato nulla da fare per permettergli di proseguire la partita, costringendolo ad abbandonare il terreno di gioco in barella e con le lacrime per il dolore.
Le possibili opzioni di recupero e i rispettivi tempi
Non appena fatto rientro a Milanello, il calciatore si è sottoposto agli esami strumentali per valutare l'entità dell'infortunio, evidenziando una lesione del muscolo flessore della coscia sinistra, con parziale interessamento tendineo. Un responso che non fa per nulla tirare un sospiro di sollievo all'ambiente rossonero, che perderà il suo difensore per molto tempo.
Ci sono due possibili percorsi di recupero, che prevedono tempistiche differenti: il più "rapido" sarebbe optare per una terapia conservativa concentrata sul riposo e sul recupero più veloce, ma offrirebbe poche garanzie fisiche, lasciando spazio a possibili future ricadute. L'altra opzione, ed è la più probabile, porta ad un intervento chirurgico, che garantirebbe maggiore stabilità fisica al rientro ma allungherebbe di almeno un mese i tempi di esso.
Quel che è certo e non discutibile è che non si rivedrà Gabbia in campo almeno fino al 2027. Una pessima notizia per Amorim che non solo dovrà fare i conti con il secondo grave infortunio in pochi giorni, dopo quello di Saelemaekers, ma con un calendario così fitto e un reparto difensivo già corto di suo avrà ancor meno scelte e rotazioni per gestire al meglio i prossimi mesi del Milan.




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