Milan, Ibrahimovic al centro del progetto RedBird. Il suo peso resta enorme

Critiche, confusione e nuove strategie: Ibrahimovic resta centrale nel futuro del Milan di Cardinale.

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C’è una domanda che viene accompagnata da una forte contestazione da parte dei tifosi rossoneri: qual è il ruolo di Zlatan Ibrahimovic al Milan? Le risposte sono tante e spesso poco chiare a dir la verità. La figura dello svedese in questo momento di crisi non è apprezzata. La stessa persona viene posta sotto torchio al pari delle altre figure dei piani alti che presto abbandoneranno Casa Milan. Ibra in tutto questo c’entra solo parzialmente o meglio: la sua posizione è tutt’altra. Molto diversa da quella che tutti immaginavano. Una cosa è certa: la sua parola pesa nelle decisioni del club.

Ibrahimovic, un ruolo ancora poco chiaro ai tifosi

Tra tutta la confusione che regna in via Aldo Rossi, in questo momento c’è un dilemma da risolvere. Non si tratta di una questione enorme, ma necessaria per far comprendere al meglio i ruoli attribuiti da Gerry Cardinale. Uno tra tutti: quello di Zlatan Ibrahimovic. Come riportato dal giornalista Marco Guidi de La Gazzetta dello Sport, il ruolo manageriale dell’ex calciatore è quello di advisor del fondo americano RedBird. “Ibra resta?”; “Quindi, cos’è che fa?”; “Se ne deve andare!”.

La risposta a questi commenti c’è: Ibra ha la libertà di restare o lasciare quando riterrà che non ci siano più le condizioni per restare. Ma fino a questo momento, la sua presenza resta strettamente legata al presidente del Milan. Se si fa qualche passo indietro, l’incarico di senior advisor venne proposto inizialmente a Paolo Maldini, ma l’ex capitano rifiutò. Lo storico numero 3 venne poi allontanato dalla società e quando Ibra decise di continuare a far parte della storia recente del club, accettò l’incarico.

Da uomo immagine a riferimento della dirigenza

Il suo ruolo è lontano dall’essere un dirigente di squadra. Anzi, è molto vicino a Cardinale, che avrebbe deciso di istruire il giovane manager in un panorama diverso da quello del manto erboso. Qualcuno si starà chiedendo: Allora come mai la scorsa stagione è stato presente a diverse conferenze e interveniva pubblicamente senza che qualcuno facesse una piega? Semplice, al tempo non c’era un dirigente sportivo che potesse parlare e spiegare diverse dinamiche della squadra. Toccò a lui prendersi quelle responsabilità. Di certo, questa sua esposizione forzata ha confuso non di poco la gente che non ha mai ben capito che cosa dovesse fare. Detto ciò, le attività extra Milan – Fox Sports durante il Mondiale – non sono d’intralcio al suo attuale lavoro e sicuramente non dovranno più essere argomento di discussione per alimentare ulteriori polemiche.

Ibrahimovic e Cardinale preparano il nuovo Milan

Gerry Cardinale si fida ciecamente di Ibrahimovic e le scelte che verranno prese e accordate per il bene del Diavolo passeranno anche nelle sue mani. Il popolo è in protesta e vuole trovare vari capri espiatori per sentirsi in pace con sé stesso. In un clima del genere, trovare colpevoli non basta più.

Una prima lista di nuovi dirigenti e allenatori è in fase di preparazione. Lo svedese quindi, assieme al numero uno del Milan sarebbero interessati a Txiki Beguiristain, ex calciatore e ds dal 2003 al 2010 del Barcellona, e del Manchester City dal 2012 al 2024. Un nome altisonante che attira l’attenzione, se non di più, per aver portato alla guida di entrambi i club Pep Guardiola. C’è poi Ramon Planes, – anche lui catalano – attualmente al servizio dell’Al Ittihad. Più vicino all’universo RedBird c’è l’attuale ds del Tolosa: Viktor Bezhani. Infine, se guardiamo verso l’Italia è presente nella lista il nome di Fabio Paratici, ex ds Juve e attuale dirigente della Fiorentina.

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