Il cambiamento più evidente del Milan non si vede sempre negli highlights. Si percepisce nel modo in cui le partite vengono controllate, gestite, portate a casa. Dopo 17 giornate, i numeri raccontano una storia precisa: 13 gol subiti e 9 clean sheet. Non è un exploit occasionale, ma una tendenza. E soprattutto, non è figlia di una rivoluzione sul mercato. Con Massimiliano Allegri in panchina, il Milan ha rimesso ordine dove negli ultimi anni aveva spesso vissuto di strappi. La rosa è rimasta sostanzialmente la stessa, ma il volto della squadra, almeno nella fase difensiva, è cambiato in modo netto.
I numeri che spiegano il salto di qualità
Guardando la classifica delle difese, il dato assume ancora più peso. Solo Roma e Como hanno fatto meglio fin qui. Il Milan, però, ha costruito la propria solidità con una continuità che negli ultimi campionati era mancata. Nove gare senza subire gol in 17 partite significano quasi una partita su due chiusa a porta inviolata. Un segnale chiaro di equilibrio ritrovato, che va oltre il singolo reparto e coinvolge tutta la squadra. Il miglioramento non è episodico, ma costante, anche nei momenti in cui la prestazione non è stata brillante.
Maignan meno esposto, squadra più corta
Un dato su tutti fotografa il nuovo assetto: la frequenza con cui Mike Maignan è rimasto imbattuto. Non è solo merito del portiere, ma di un sistema che lo protegge meglio. Le distanze tra i reparti sono più corte, le coperture più puntuali, le letture più pulite. Il Milan difende di più e meglio come collettivo. Non si affida all’eroismo del singolo, ma a una struttura che riduce il numero di situazioni pericolose concesse agli avversari.
La mano di Allegri e il confronto con il passato
Il lavoro di Allegri emerge con forza anche dal confronto storico. Nelle ultime cinque stagioni, il Milan non aveva mai mostrato numeri simili dopo 17 giornate. Dai 17 gol subiti del 2021/22 ai 20 del 2023/24, passando per una media di clean sheet sempre inferiore, il salto è evidente. Oggi il dato parla chiaro: meno gol concessi, più partite controllate. Non è un caso se la sensazione diffusa è quella di una squadra più matura, meno spettacolare a tratti, ma decisamente più concreta.
Una base solida per le ambizioni stagionali
Il Milan non ha cambiato pelle, ha cambiato mentalità. Ha accettato di rinunciare a qualcosa in termini di brillantezza per guadagnare stabilità. Ed è proprio da qui che passano le ambizioni stagionali dei rossoneri. In un campionato che premia la continuità più dell’estro, ritrovare una difesa affidabile significa ritrovare identità. Il Milan di Allegri, oggi, sa da dove ripartire. E non è poco.

