Milan, attacco a secco: non è solo colpa di Leao. Tutti i numeri della crisi

Da Pulisic a Gimenez: 1100 giorni di digiuno combinato. Allegri spera nella sosta per ritrovare i gol perduti.

Redazione
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Il Milan di Massimiliano Allegri riscopre la solidità difensiva, ma paga un dazio pesantissimo in fase realizzativa: il reparto offensivo rossonero è ufficialmente in crisi d’astinenza. Se la critica ha individuato in Rafa Leao l’unico colpevole, i numeri raccontano una realtà ben più complessa. Il portoghese, nonostante una pubalgia cronica e un posizionamento tattico spesso sacrificato, resta il capocannoniere della squadra con 10 reti totali. Alle sue spalle, il vuoto: un digiuno collettivo che sta trasformando la corsa Champions in un calvario di nervi e sterilità sotto porta.

Il bollettino del “digiuno” è impietoso e solleva interrogativi sulla gestione atletica e tattica di Allegri. Christian Pulisic non esulta da 84 giorni (ultima rete il 28 dicembre contro il Verona), apparendo involuto e impreciso negli ultimi sedici metri nonostante l’assist per Rabiot contro il Torino. Non va meglio a Niclas Fullkrug, a secco da 63 giorni, né a Christopher Nkunku, il cui rendimento intermittente lo ha portato a non segnare da oltre un mese e mezzo (47 giorni). Il caso limite resta però Santiago Gimenez: tra pali, sfortuna e un grave infortunio alla caviglia, il messicano non trova la via del gol in Serie A da ben 317 giorni (9 maggio 2025).

La metamorfosi tattica verso il 4-3-3 vista contro i granata ha dato segnali di risveglio, ma il problema sembra radicato in una filosofia di gioco che privilegia la copertura a discapito della pericolosità offensiva. Allegri, fedele al suo pragmatismo, ha glissato sulla questione con la consueta ironia pre-sosta: “Gli attaccanti torneranno a segnare nei momenti decisivi”. Tuttavia, con la trasferta di Napoli all’orizzonte, il tempo delle battute è scaduto. Il Milan ha bisogno che i suoi “numeri 9” tornino a incidere per non vanificare il lavoro di una difesa che ha finalmente smesso di incassare gol, ma che non può bastare da sola per blindare l’Europa che conta.

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