Milan, cambio modulo in arrivo? Il campo parla chiaro

Avendo osservato per 30 giornate lo schieramento col 3-5-2 del Milan di Allegri, sorgono alcuni dubbi sull'efficienza di alcuni giocatori nei ruoli in cui vengono schierati. Un nuovo assetto tattico non è utopia.

Davide Lucia
4 min di lettura

Fin da subito le intenzioni di Allegri sono state chiare: l’assetto tattico rossonero per questa annata sarebbe dovuto essere il 3-5-2, modulo scelto per cercare equilibrio e compattezza nei 90 minuti. Nell’arco della stagione, però, non tutti i giocatori sono riusciti ad adattarsi al meglio nel proprio ruolo, specialmente chi ha completamente cambiato posizione rispetto alle stagioni passate. Alla luce di queste difficoltà, per il rush finale l’allenatore livornese potrebbe optare per una svolta tattica.

Soluzione 4-3-3, modulo più adatto?

Se per tutta la stagione sono emersi dubbi sul modulo utilizzato da Allegri per il suo Milan, mettendo in risalto l’inadeguatezza di alcuni giocatori, nonostante altri ne abbiano beneficiato, la gara contro il Torino ne è stata la conferma definitiva. Per i primi 45′ minuti, il Milan è sceso in campo con il solito 3-5-2 e non è riuscito a brillare. Nonostante la presenza di un attaccante come Fullkrug, più adatto ad interpretare il ruolo rispetto a Leao, i rossoneri hanno faticato ad offrire un’ordinata proposta offensiva, oltre a non essere stati particolarmente solidi in fase difensiva.

Nella ripresa, si è manifestato l’effetto contrario. La svolta tattica operata da Allegri ha dato i suoi frutti: l’ingresso di Athekame, subentrato al posto di Tomori durante l’intervallo, ha sancito il passaggio al 4-3-3. La linea difensiva, formata dai due centrali Pavlovic e De Winter, con Bartesaghi e lo stesso Athekame sulle fasce, ha dato maggior equilibrio, mentre in avanti il tridente composto da Pulisic, Fullkrug e Saelemaekers ha reso la fase offensiva più efficace. Il Milan del secondo tempo sembrava essere un’altra squadra, capace di attaccare con insistenza e ordine, colpendo due volte il Toro nel giro di 2 minuti intorno al 55′. Molti interpreti si sono trovati meglio con questo sistema di gioco, che permette ai vari Pulisic, Leao e Nkunku di agire in posizioni più naturali e non sprecarsi nel ruolo di prima punta.

Chi ne beneficerebbe di più

Questa ipotetica rivoluzione tattica porterebbe diversi giocatori a beneficiarne in modo significativo. Se nella zona centrale di campo resterebbe tutto piuttosto invariato, con una linea composta da tre centrocampisti, la svolta avverrebbe sulle fasce: gli esterni di centrocampo scalerebbero nel ruolo di terzini, con Bartesaghi a sinistra e Athekame come indiziato numero uno sulla destra, più adatto di Saelemaekers a ricoprire il ruolo, mentre i difensori centrali da tre passarebbero a due. Durante la stagione, spesso il Milan in fase di costruzione impostava a 4, con Tomori allargato a destra per fornire un’altra opzione ad Allegri.

In attacco, invece, a trarre i maggiori vantaggi sarebbero quei giocatori che sono stati adatti come punte per tutta la stagione pur non hanno le caratteristiche per farlo. Leao, Pulisic e Nkunku si trovano sicuramente più a loro agio partendo dalle corsie laterali, specialmente il portoghese, che in quella posizione ha dominato il campionato italiano per anni. Come riferimenti centrali resterebbero comunque due alternative come Füllkrug e Gimenez, con il messicano che sembra essere tornato dall’infortunio più carico e motivato che mai.

Certamente, durante una gara si possono variare moduli e schieramenti in base alle esigenze del match e all’avversario, ma confrontando il Milan visto col 3-5-2 rispetto a quello schierato a quattro, quest’ultimo sembra essere il sistema che garantisce il miglior rendimento per i giocatori presenti in rosa.

I più letti

Pubblicità