Il rientro da Cagliari non concede tregua, ma il Milan sceglie la strada della gestione. Dopo la notte trascorsa in viaggio, la squadra ha lavorato oggi a Milanello con una seduta differenziata: scarico per chi è sceso in campo dall’inizio, allenamento ordinario per il resto del gruppo. Domani lo stop programmato, poi testa subito alla prossima tappa di un calendario che non fa sconti. Giovedì sera, a San Siro, arriva il Genoa. Una partita che vale continuità, ma anche un test di maturità in una fase in cui il margine d’errore è minimo.
Allegri: ordine prima di tutto
Nel post partita di Cagliari-Milan, Massimiliano Allegri ha scelto una lettura lucida, lontana da entusiasmi facili. Il tecnico ha sottolineato come l’avvio non sia stato all’altezza, con tre conclusioni subite nei primi minuti, ma ha rivendicato la capacità della squadra di restare ordinata e crescere alla distanza.
Il secondo tempo ha mostrato un Milan più solido e dominante, anche se con un rimpianto chiaro: la gestione dell’ultimo passaggio. “Dovevamo fare il secondo gol”, è il concetto che Allegri ha ripetuto, perché in gare di questo tipo la differenza passa dalla freddezza nelle scelte finali.
Leao al centro, una chiave tattica
Tra i temi più interessanti, la posizione di Rafael Leão. Allegri è stato netto: quando gioca più centrale, Leão è più coinvolto, più vivo dentro la partita. Da esterno tende a estraniarsi, da centravanti resta dentro il gioco. Una soluzione che non è ancora definitiva, anche perché la condizione fisica va ritrovata, ma che apre scenari tattici importanti.
Scudetto lontano, equilibrio vicino
Nessuna corsa proclamata. Allegri ha spento subito il tema Scudetto: troppo presto, con cinque squadre racchiuse in pochi punti. Il valore vero, in questa fase, è aver vinto senza subire gol, dando continuità a quanto già visto contro il Verona. La solidità viene prima di tutto.
Difesa in crescita e gruppo che regge
Altro segnale incoraggiante arriva dal reparto arretrato. Allegri ha parlato di miglioramenti individuali evidenti: da De Winter a Bartesaghi, passando per Estupiñán, Tomori e Gabbia. Non solo prestazioni, ma letture difensive più pulite, specialmente dentro l’area, dove il Milan aveva sofferto in passato.
Il dato forse più significativo, però, è un altro: le assenze non si sentono. Chi entra mantiene il livello, segno di una squadra che inizia a comportarsi davvero come tale.
Genoa nel mirino, calendario da affrontare
Ora il focus è tutto su giovedì. Il Genoa è definito “una squadra noiosa”, nel senso più calcistico del termine: organizzata, difficile da scardinare, capace di sporcare le partite. Con una sequenza ravvicinata di impegni, la gestione delle energie diventa centrale. Il Milan riparte da qui: lavoro, ordine e pragmatismo. Senza proclami, ma con una direzione sempre più chiara.

