A quattro giorni di distanza dal comunicato ufficiale con cui la proprietà RedBird ha azzerato i vertici sportivi del club licenziando Max Allegri, Giorgio Furlani, Igli Tare e Geoffrey Moncada, la panchina del Milan attende ancora di conoscere il nome del suo prossimo inquilino. All’interno di un casting serrato per coprire quattro ruoli dirigenziali e tecnici fondamentali, la ricerca della nuova guida sul campo ha registrato una brusca variazione di rotta a causa del definitivo tramonto della pista che portava ad Andoni Iraola, promesso sposo del Crystal Palace. In questo scenario di profonda transizione, secondo quanto rivelato dal giornalista Carlo Pellegatti e confermato dalle successive verifiche di mercato, è emersa con forza la candidatura di Matthias Jaissle, tecnico tedesco classe 1988 attualmente alla guida dell’Al-Ahli, individuato come il profilo internazionale adatto a guidare il rilancio della formazione milanese.
Il profilo dell’allenatore tedesco non è affatto inedito per l’ambiente rossonero, che ha avuto modo di incrociarlo direttamente durante la fase a gironi della Champions League nella stagione 2022/2023, quando il tecnico sedeva sulla panchina del Salisburgo. In quella doppia sfida europea, la squadra allora guidata da Stefano Pioli ottenne un sofferto pareggio per 1-1 nella gara d’andata in Austria, prima di imporsi con un netto 4-0 nella sfida di ritorno a San Siro, un risultato che si rivelò decisivo per il passaggio del turno dei milanesi. Nonostante la giovane età, il percorso professionale del nativo di Nürtingen vanta già una bacheca ricca di successi, avendo conquistato due campionati austriaci e una Coppa d’Austria prima del suo trasferimento in Arabia Saudita nel 2023, dove alla guida della formazione di Franck Kessié ha saputo imporsi conquistando per due volte la Champions asiatica e una Supercoppa Saudita.
La candidatura di Matthias Jaissle per il dopo Allegri trova una sponda strategica fondamentale nell’asse preferenziale con Ralf Rangnick, figura centrale nei quadri dirigenziali in via di definizione a Milano. I due vantano infatti un lunghissimo trascorso comune: il tecnico dell’Al-Ahli è stato inizialmente un calciatore guidato dal manager tedesco ai tempi dell’Hoffenheim, per poi ritrovarlo in veste di dirigente durante l’esperienza nel club austriaco, quando lo stesso Rangnick ricopriva l’incarico di Head of Sport and Development Soccer per l’intero universo calcistico targato Red Bull. L’unico reale ostacolo alla definizione immediata dell’accordo risiede nel vincolo contrattuale che lega l’allenatore alla compagine di Gedda fino al 2027, una situazione che costringerà la dirigenza milanista a versare una penale economica al club arabo qualora decidesse di affondare il colpo in modo definitivo nelle prossime settimane estive.