Il giornalista sportivo Riccardo Trevisani ha commentato le convulse vicende societarie del Milan e la profonda ristrutturazione del suo organigramma nel corso di un’intervista esclusiva rilasciata ai microfoni della testata Milan Vibes, durante il format “Milan Express”. L’opinionista televisivo ha analizzato l’attuale momento di transizione del club rossonero partendo dal recente addio del tecnico Massimiliano Allegri fino ad arrivare alle complesse manovre della proprietà per ridisegnare la catena di comando di via Aldo Rossi. Nel corso del suo intervento, il cronista ha affrontato in modo diretto il tema legato alla gestione dei quadri dirigenziali, richiamando l’attenzione sulla figura dell’ex direttore dell’area tecnica Paolo Maldini, un nome che continua a rimanere centrale nei pensieri della tifoseria milanista dopo i recenti e drastici scossoni aziendali.
L’analisi di Trevisani si è concentrata sulla progressiva perdita di stabilità strutturale che ha caratterizzato la società negli ultimi anni, evidenziando una linea di rottura netta con i modelli operativi che avevano garantito i successi del passato. Secondo il giornalista, la decisione di abbandonare l’impostazione gestionale che aveva caratterizzato prima la storica era di Adriano Galliani e successivamente il ciclo di lavoro vincente firmato dalla coppia composta da Paolo Maldini e Frederic Massara ha privato l’ambiente di punti di riferimento fondamentali. Di fronte all’attuale paralisi decisionale e alla necessità di ricostruire l’intero settore sportivo, l’opinionista ha sottolineato come la proprietà dovrebbe dimostrare la maturità manageriale di rivedere le proprie posizioni, riconoscendo che i forti cambiamenti apportati non hanno generato i risultati sperati sul terreno di gioco e nella gestione quotidiana del gruppo.
“Io guardo alla dirigenza del Milan. C’è stato un momento in cui si è deciso di cambiare completamente struttura, dopo l’era Galliani e poi quella legata a Maldini e Massara. E oggi, col senno di poi, viene quasi da dire che servirebbe avere più coraggio nel reconocerere gli errori e ripartire da una base solida. A volte bisognerebbe anche avere l’umiltà di dire ‘ci siamo sbagliati’, come quando si prendono decisioni forti e poi non funzionano”, ha dichiarato apertamente Riccardo Trevisani a Milan Vibes, tracciando la rotta per i futuri assetti del club. La priorità assoluta per il futuro a breve termine della compagine milanese dovrà essere l’individuazione di un direttore sportivo di grande spessore e personalità, l’unico profilo in grado di attuare una strategia tecnica trasparente e di agire da scudo a protezione della squadra e dell’allenatore di fronte alle inevitabili pressioni esterne.