La disfatta del Milan apre il processo ai calciatori: l’analisi reparto per reparto per capire da chi ripartire

Dopo aver gettato al vento la qualificazione in Champions League, la sponda rossonera valuta la rosa tra pochissime conferme, bocciature sonore e i dubbi legati ai big.

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Il Milan deve fare i conti con uno dei momenti più difficili della sua storia recente dopo aver ufficialmente mancato la qualificazione alla prossima edizione della Champions League, un obiettivo che è sfuggito in modo clamoroso e disastroso dopo essere rimasto saldamente nelle mani dei rossoneri per ben due terzi dell’anno. Come sottolineato in un focus approfondito pubblicato da MilanNews.it, questo fallimento sportivo ha inevitabilmente posto sotto esame l’intero ambiente, a partire dai quadri dirigenziali fino alla guida tecnica, ma obbliga a riflettere soprattutto sul valore della rosa. Con il verdetto del campo ormai sancito, diventa fondamentale analizzare le prestazioni dei singoli elementi per individuare chi abbia dimostrato di meritare la maglia rossonera e da quali profili sia possibile ricostruire un ciclo vincente.

L’unico reparto che si salva pienamente ed esce a testa alta dall’annata è quello dei portieri, che meriterebbe una conferma in blocco a partire dal titolare Mike Maignan. L’estremo difensore ha cancellato i dubbi sorti l’anno passato, tornando a esprimersi su livelli altissimi e garantendo punti preziosi grazie a interventi decisivi. La nota redazionale di MilanNews.it evidenzia però una grossa incognita sul futuro: resta da capire se il portiere della Nazionale francese, atteso dal prossimo Mondiale, accetterà di rimanere in un club escluso dalla massima competizione europea; alle sue spalle, la scarsa presenza in campo di Filippo Terracciano e dei giovani Lorenzo Torriani e Alessandro Pittarella non permette giudizi approfonditi, pur rappresentando alternative ritenute affidabili. Lo scenario cambia radicalmente in difesa dove, nonostante un minor numero di reti subite, i soli Strahinja Pavlovic e Matteo Gabbia hanno garantito costanza e rendimento, mentre Fikayo Tomori è apparso lontano parente del giocatore ammirato nell’anno dello scudetto, Koni De Winter si è rivelato troppo altalenante e l’oggetto misterioso David Odogu è rimasto completamente ai margini.

La situazione si presenta altrettanto complessa nella linea mediana del campo, dove le uniche note liete portano i nomi di Adrien Rabiot e Luka Modric, sui quali gravano però forti dubbi di permanenza legati sia all’assenza della vetrina europea sia al futuro del tecnico Massimiliano Allegri. La testata giornalistica boccia apertamente gli investimenti compiuti sugli altri centrocampisti, definendo fallimentare l’oneroso acquisto di Ardon Jashari e insufficiente l’apporto di Samuele Ricci, pagato cifre importanti senza un reale cambio di passo; a completare il quadro negativo si aggiungono Youssouf Fofana, che ha perso la convocazione nella propria selezione nazionale, e Ruben Loftus-Cheek, rimasto lontanissimo dal target di reti richiesto dall’allenatore nonostante le sue indubbie qualità fisiche e tecniche. Per quanto riguarda le corsie esterne, la fascia destra offre buone garanzie grazie alla coppia composta da Musa Athekame e Alexis Saelemaekers, sebbene il belga abbia subito una vistosa flessione dopo il rinnovo, mentre a sinistra si registra il fallimento totale di Pervis Estupinan e la bocciatura nella seconda parte di stagione per il giovane Davide Bartesaghi.

Il reparto offensivo rappresenta l’area che necessita in assoluto di una ricostruzione radicale da zero, alla luce del logoramento dei suoi interpreti principali e di un rendimento realizzativo a tratti imbarazzante. Le indiscrezioni e le opache prestazioni sul terreno di gioco indicano che il ciclo a Milano di Rafael Leao e Christian Pulisic sia giunto al capolinea, complici le recenti panchine e le troppe voci extra-campo che ne hanno condizionato i mesi conclusivi. Il fallimento più evidente è tuttavia legato a Santiago Gimenez, incapace di mettere a segno persino una rete nell’arco dell’intero campionato a fronte di un investimento superiore ai 30 milioni di euro effettuato per il suo cartellino; una statistica negativa che, unita all’inconsistenza di Niclas Fullkrug, costringerà i vertici societari a cercare nuove punte sul mercato, dal momento che i soli sprazzi di classe mostrati da Christopher Nkunku nel finale di stagione non bastano a giustificare una sua conferma.

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