Il fantasma di Rangnick agita il Milan: nervi tesi tra Ibrahimovic e Cardinale sul futuro del club

Il manager tedesco pretende pieni poteri e una struttura rigida, ma le ruggini del passato bloccano la trattativa e aprono lo scontro ai vertici societari.

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Il complicato casting per la rifondazione tecnica del Milan si arricchisce di un capitolo ad alta tensione che vede protagonisti i massimi livelli dirigenziali a Milano. Come rivelato dal giornalista Matteo Moretto durante il consueto appuntamento video sul canale YouTube di Fabrizio Romano, l’ombra di Ralf Rangnick sta provocando profonde crepe nei corridoi di via Aldo Rossi. L’eventuale sbarco del manager tedesco, caldeggiato dalla proprietà, ha innescato un vero e proprio cortocircuito a causa della complessa convivenza con Zlatan Ibrahimovic. I nodi da sciogliere non riguardano soltanto i programmi futuri, ma affondano le radici in vecchi rancori mai del tutto superati tra lo svedese e il professore di Backnang.

La trattativa per portare l’attuale commissario tecnico dell’Austria sulla sponda rossonera del Naviglio è tutt’altro che in dirittura d’arrivo. Se da un lato l’allenatore sta discutendo il rinnovo contrattuale con la propria federazione in vista del Mondiale, dall’altro ha imposto paletti rigidissimi per dire sì a Gerry Cardinale. Il tedesco non si accontenta di promesse sul budget o sul calciomercato, ma esige il controllo totale sull’organigramma attraverso l’inserimento di una dozzina di uomini di sua fiducia. Una pretesa di doppi ruoli che mal si sposa con l’attuale corso aziendale e, più in generale, con le dinamiche del calcio italiano. Questa rigidità teutonica ha spinto l’operazione in una fase di riflessione profonda, congelando i facili entusiasmi dei giorni scorsi.

Questo stallo operativo sta riflettendo i suoi effetti direttamente sulla catena di comando del club, dove l’incertezza ha fatto lievitare il livello di nervosismo. Nelle ultime ore si sono registrati faccia a faccia piuttosto accesi tra Ibrahimovic e il patron Cardinale, impegnati nel ridisegnare i quadri societari dopo i recenti scossoni. Al centro dei colloqui c’è anche la figura di Massimo Calvelli, che ha rilevato le deleghe di firma dell’ex amministratore delegato Giorgio Furlani. Resta da capire se questa nomina rimarrà un passaggio provvisorio ad interim o se diventerà strutturale, un dettaglio non di poco conto che testimonia come la proprietà non abbia ancora imboccato una via chiara e condivisa per l’organigramma.

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