“Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano”. Impossibile dimenticare il mantra di Adriano Galliani quando parlava di alcune romantiche trattative di mercato, così come è pressoché certo che ieri sera, vedendo quel biondino giustiziare l’Inter ai playoff di Champions League, sia tornato in mente a più di un tifoso rossonero.
Al Milan nel 2020/21
Brioso e fugace come solo loro sanno essere, Hauge al Milan è stato l’innamoramento di una notte di fine estate. Per la precisione, quella del 24 settembre 2020: i rossoneri superano a fatica il Bodo Glimt nel terzo turno preliminare di Europa League, e tra gli ospiti si fa notare proprio Jens Petter Hauge.
Di quella strana partita a San Siro sono due i protagonisti: il primo è Calhanoglu, autore di una doppietta e di un assist di tacco per il primo gol di Colombo in maglia milanista, e l’altro è proprio Hauge, che quella sera deve ancora compiere 21 anni. Il norvegese parte titolare nel tridente d’attacco con Zinckernagel e Junker e dà subito prova delle sue qualità: è suo lo spunto che al quarto d’ora lascia ferma la retroguardia milanista e regala a Junker l’assist per il vantaggio ospite.
Le sue qualità stregarono Maldini
Con il passare dei minuti, Hauge si fa apprezzare per la buona tecnica e una capacità di superare l’uomo in uno contro uno con assoluta naturalezza. Il tiro, oltretutto, è notevole e se ne accorgono tutti quando lo sfodera da fuori area per trafiggere Donnarumma. Il Milan vince la partita ma Hauge guadagna le attenzioni di Maldini e Massara, che in poche ore decidono di portarlo a Milanello.
Una stagione in chiaroscuro col Diavolo
Mica male per uno che fino a pochi anni prima praticava atletica leggera. Hauge sbarca nell’universo Milan come un bambino al luna park, ma senza timori reverenziali: nella prima parte di stagione disputa diverse partite (la maggior parte delle quali partendo dalla panchina) e segna alcuni gol di pregevole fattura, vedasi quello al Napoli in campionato o al Celtic in coppa. Nel rush finale, tuttavia, Pioli lo chiama sempre meno in causa fino a relegarlo ai margini delle rotazioni offensive. Una scelta che ancora oggi pare incomprensibile, e che inevitabilmente apre le porte alla cessione del giocatore in estate.
Il ritorno al Bodo
Hauge disputa un paio di stagioni altalenanti tra Eintracht Francoforte e Gent, prima di tornare al Bodo Glimt. E l’aria di casa, si sa, fa miracoli: sono già 17 i gol messi a segno da quando è tornato a vestire la maglia gialla nel 2024, una statistica impreziosita dalle due ottime prestazioni contro l’Inter vice campione d’Europa in carica.
MVP contro l’Inter, milanista nel cuore
Gol all’andata e al ritorno, più l’assist a Evjen per il momentaneo 0-2. Hauge accende la luce, in campo prima ancora che nel tunnel di San Siro (divertente il video in cui, al passaggio del norvegese durante la rifinitura, parte la grafica del Milan, ndr). Il rapporto con il club meneghino è rimasto cordiale, la passione per i colori rossoneri intatta. Emblematico il siparietto social con suo padre: “Nessun dubbio” la risposta di Jens Petter al commento pubblicato dal genitore sul suo essere ancora milanista. Quel che è certo è che nelle ultime ore il suo nome è tornato in… Hauge.