Il lago resta sullo sfondo, ma al Sinigaglia la scena se la prende tutta il Milan. Una partita che sembrava storta, quasi compromessa, si trasforma in una vittoria pesante, matura e persino didattica. Il 3-1 sul Como non racconta solo una rimonta: racconta una squadra che sa soffrire, correggersi in corsa e colpire quando serve. E racconta anche perché, certe sere, Adrien Rabiot fa la differenza.
Il Como parte forte, come nelle migliori versioni recenti, e per mezz’ora mette il Milan alle corde. Ritmi alti, aggressività, qualità tra le linee. I rossoneri sembrano in apnea, cambiano assetto più volte, cercano una misura che non arriva subito. Poi, come spesso accade nelle partite vere, il talento e l’esperienza spostano l’inerzia.
Il Como comanda, il Milan incassa (e resta in piedi)
L’avvio è tutto lariano. La squadra di Cesc Fabregas gioca con personalità, alza il baricentro e trova il vantaggio sugli sviluppi di un calcio piazzato. Il Sinigaglia si accende, il Milan barcolla. Maignan, però, tiene in vita i suoi con almeno tre interventi di livello assoluto: parata dopo parata, il francese impedisce che la partita scivoli via.
Il gol dell’1-0 non spegne il Como, che continua a spingere e sfiora il raddoppio. È il momento più difficile per il Milan, disordinato, lento nella riaggressione, costretto a rincorrere.
Il rigore che cambia tutto
La svolta arriva poco prima dell’intervallo. Un episodio, sì, ma gli episodi vanno meritati. Il Milan guadagna un rigore, lo trasforma, e rientra negli spogliatoi con una partita riaperta quando sembrava in salita piena. Da lì in poi, cambia tutto.
Nella ripresa Massimiliano Allegri rimette ordine, sistema le distanze e riporta la squadra sul suo terreno naturale. Il Como perde un filo di brillantezza, il Milan prende campo. E quando gli spazi si aprono, Rabiot punisce.
Rabiot decisivo, Maignan monumentale
Il gol del sorpasso è un manifesto: recupero, cambio di gioco, verticalità immediata. Rabiot attacca lo spazio, controlla e chiude con freddezza. Il Como accusa il colpo, continua a giocare ma con meno lucidità. Il Milan, invece, capisce che è il momento di chiuderla.
Nel finale arriva anche il terzo, ancora con Rabiot, questa volta da fuori area, sfruttando un errore in uscita dei padroni di casa. Una conclusione potente, non irresistibile, ma sufficiente per archiviare la serata. La sensazione è che, a quel punto, la partita fosse già finita nella testa di tutti.
Una vittoria che pesa in classifica e nella testa
Il Milan interrompe la serie di pareggi e rilancia la propria corsa, dimostrando di saper vincere anche quando non domina. Il Como esce sconfitto, ma non ridimensionato: la qualità vista per lunghi tratti resta un segnale forte per il campionato. La differenza, stasera, l’hanno fatta le letture, l’esperienza e i singoli nei momenti chiave. E in Serie A, spesso, è tutto qui.

