Nel turno infrasettimanale, arriva la prima sconfitta stagionale in campionato per il Milan che perde 2-4 contro il Bologna di Palladino. La doppietta di Alphadjo Cisse illude i rossoneri, che nel secondo tempo si fanno rimontare clamorosamente. Serata magica per l'ex Juventus Samuel Mbangula che si porta a casa il pallone. Questa disfatta porta il Milan ad allontanarsi dal treno Champions League. Ora il Diavolo si dovrà leccare le ferite, sperando di recuperare alcuni elementi importanti per il Derby di sabato contro l'Inter.
La storia della partita
Il match si accende subito con il vantaggio rossoblù con Mbangula, servito con i giri giusti da Zortea che recupera palla grazie alla disattenzione della coppia Musah-Bartesaghi. La reazione del Milan non si fa attendere. Prima Theate combina un disastro difensivo, in cui Hutchinson è sveglio a capire le intuizioni del belga, e serve tutto solo in area Cisse, che di prima buca Skorupski e insacca il pallone per il pareggio. Qualche minuto più tardi, arriva la doppietta del classe 2006 per il vantaggio rossonero: assist di Tomori (verrà sostituito all'intervallo per infortunio) che serve sul filo del fuorigioco l'ex Catanzaro, bravo a trovare la zampata vincente.
Nel secondo tempo, è il Bologna in pieno controllo del gioco, con un Milan poco reattivo e con un approccio troppo difensivista. Per le occasioni create dagli emiliani, è solo una questione di tempo per trovare il pareggio; infatti al 60', nei pressi di un calcio piazzato, arriva lo sfortunato autogol di Bartesaghi. I rossoblu trovano sempre più coraggio, e nel giro di due minuti, trovano anche il gol del vantaggio, sempre con Mbangula, abile e glaciale in mezzo all'area a superare Mike Maignan. Prima del quarto gol bolognese, arriva una ghiotta chance di pareggio per il Milan, sulla testa del giovanissimo Camarda che non riesce a trovare la porta per centimetri. A chiudere definitivamente la partita, è l'MPV di serata Mbangula, freddo davanti a Maignan trova il suo terzo sigillo della partita, dopo un contropiede ben orchestrato da Odgaard.




2–4


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