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Bartesaghi convince il Milan e attira la Nazionale: crescita che non passa inosservata

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Dal lavoro quotidiano a Milanello alla stima dello spogliatoio: il terzino rossonero è ormai una certezza emergente

C’è un momento preciso in cui un giovane smette di essere “in prova” e diventa parte del sistema. Per Davide Bartesaghi, quel momento sembra essere arrivato. Non per una singola prestazione, ma per un percorso che, a Milanello, viene ormai letto come qualcosa di strutturato. E quando attorno a un ragazzo iniziano a muoversi attenzioni che vanno oltre il club, significa che il salto è stato riconosciuto. Negli ambienti della Nazionale, il suo nome non è più una suggestione lontana. È un profilo che viene osservato, studiato, valutato con continuità.

Un’identità tattica rara nel calcio italiano

A rendere Bartesaghi un caso interessante non è solo la crescita tecnica, ma la versatilità funzionale. Nel panorama del campionato italiano, la sua capacità di interpretare più ruoli sulla fascia sinistra lo rende un unicum. Può agire da quinto di centrocampo, da terzino in una linea a quattro o da centrale mancino in una difesa a tre, mantenendo letture pulite e disciplina tattica.

È proprio questo aspetto ad aver acceso l’interesse di Rino Gattuso, che guarda con attenzione ai profili capaci di adattarsi a più contesti senza perdere identità. Una dote sempre più rara, soprattutto in giocatori così giovani.

Il rispetto dello spogliatoio non si improvvisa

Dentro il Milan, però, il valore di Bartesaghi non viene misurato solo nei novanta minuti. Conta ciò che accade lontano dai riflettori. A sottolinearlo è Pietro Mazzara, che nel suo editoriale ha raccontato un dettaglio tutt’altro che banale: la considerazione interna.

Secondo Mazzara, Bartesaghi è “uno che a Milanello tutti guardano con grande ammirazione per la dedizione, l’attenzione e la maniacalità che mette nell’allenamento, nella cura del corpo e del dettaglio”. Un riconoscimento che pesa, perché arriva dall’interno e non dall’esterno.

E quando un giovane arriva a calciare punizioni e angoli in una squadra come il Milan, non è mai una concessione casuale. Come osserva lo stesso Mazzara, “non arrivi per caso a battere le punizioni al Milan”, soprattutto quando a legittimarti sono “compagni di alto grado dentro lo spogliatoio”.

Mentalità prima ancora del talento

C’è un concetto che torna spesso parlando di Bartesaghi: la testa “da Milan”. Un’espressione che riassume un modo di stare nel club prima ancora che in campo. Conoscere le dinamiche, rispettarle, farle proprie. Non è scontato, soprattutto per chi cresce all’interno del settore giovanile e riesce poi a imporsi tra i grandi.

Questa continuità di rendimento e di atteggiamento apre anche scenari futuri sul piano contrattuale. Bartesaghi ha rinnovato da poco, ma come sottolinea Mazzara, “non mi stupirei se davanti a una continuità di rendimento così alta, già nel corso del 2026 arrivasse un adeguamento”.

Una crescita che ora chiede conferme

Il percorso è tracciato, ma non completato. Bartesaghi ha superato la fase della sorpresa e si trova ora davanti al passaggio più delicato: confermarsi quando l’attenzione aumenta. Club, Nazionale, aspettative. È lì che si misura davvero il salto di livello. Il Milan osserva, la Nazionale prende appunti. E Bartesaghi continua a lavorare, in silenzio, come se tutto questo fosse solo l’inizio.

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