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Allegri fa la differenza: il Milan cresce nei numeri e nella continuità

Quindici punti in più rispetto allo scorso anno, seconda miglior difesa e attacco: i dati certificano il cambio di passo rossonero

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I numeri, quando sono così netti, non lasciano spazio alle etichette: Massimiliano Allegri sta incidendo in modo profondo sul rendimento del Milan. Giochismo o risultatismo diventano discussioni marginali davanti ai fatti: dopo 21 giornate i rossoneri hanno 15 punti in più rispetto alla scorsa stagione e una continuità che racconta una squadra trasformata.

Allegri e il cambio di passo del Milan

Alla stessa altezza del calendario, un anno fa, il Milan viaggiava a 31 punti. Oggi sono 46. La differenza non è solo aritmetica, ma strutturale. La squadra ha infilato 20 partite consecutive senza sconfitte, con l’unico passo falso arrivato all’esordio stagionale contro la Cremonese. Da lì in avanti, solidità e pragmatismo hanno fatto da filo conduttore.

Allegri ha dato un’identità riconoscibile: meno fronzoli, più controllo. E soprattutto una gestione dei momenti che ha permesso al Milan di trasformare anche le partite meno brillanti in risultati utili.

Attacco e difesa: i numeri dicono tutto

Oggi il Milan guarda quasi tutti dall’alto verso il basso in due parametri chiave. I rossoneri vantano il secondo miglior attacco e la seconda miglior difesa del campionato. Davanti sono arrivati 34 gol, meglio ha fatto solo l’Inter con 44 reti. Dodici mesi fa, dopo 21 giornate, il bottino offensivo era fermo a quota 30.

Ancora più evidente il salto difensivo. La porta del Diavolo è stata violata 16 volte, con solo la Roma capace di fare meglio, fermandosi a 12. Nella scorsa stagione, alla stessa giornata, il Milan aveva già incassato 23 gol. Un dato che racconta equilibrio, organizzazione e attenzione costante.

Oltre il dibattito: contano i risultati

Si può discutere di stile, di estetica, di fortuna. Ma la classifica e le statistiche raccontano una verità semplice: il Milan di Allegri è più solido, più continuo e più competitivo. Non sempre spettacolare, spesso efficace. E in un campionato lungo, è questa la differenza che separa chi insegue da chi ambisce davvero a stare in alto.

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