Critica netta, senza giri di parole. Lele Adani accende il dibattito sul Milan intervenendo nelle ultime ore a Viva el Futbòl. Nel mirino finisce il calcio di Massimiliano Allegri, oggi in piena corsa nelle zone alte della classifica.
Secondo Adani, il problema non è il risultato immediato ma la prospettiva. «Se i giocatori non cambiano mai posizione, il gioco non evolve e diventa prevedibile. Il possesso non si fa da fermi», il senso del ragionamento dell’opinionista, che si interroga sulla reale sostenibilità di questo modello ad alto livello.
Il paragone arriva subito. Adani cita il Como di Cesc Fàbregas, sottolineando come una squadra meno attrezzata, ma più fluida, riesca a esprimere un’identità più moderna e riconoscibile. E la domanda finale è diretta: con questo tipo di calcio, il Milan può davvero reggere il salto europeo?
La posizione è chiara: il lavoro di Allegri non viene bocciato, ma il futuro – soprattutto in Champions – richiederà qualcosa di diverso. Più coraggio, meno rigidità. E il dibattito è ufficialmente aperto.

