Il successo del Milan sulla Lazio per 1-0 non racconta neppure lontanamente la tempesta che ha avvolto San Siro negli ultimi minuti di gioco. Il Diavolo si prende i tre punti grazie al colpo di Leao, ma il finale della sfida diventa un concentrato di polemiche, nervosismo e decisioni arbitrali destinate a far discutere. A infiammare la serata è un episodio che trascina dentro tutti: arbitro, VAR, panchine, giocatori e pubblico.
L’episodio che accende l’incendio
Il momento che cambia il clima di San Siro arriva a ridosso del recupero. Una conclusione di Romagnoli viene respinta in area, e dalle immagini si nota chiaramente un tocco di mano di Pavlovic. Il braccio è largo, l’azione potenzialmente punibile, e l’arbitro Collu viene richiamato alla on field review.
La revisione diventa un’attesa interminabile. Collu osserva e rivede le immagini più volte, mentre in campo cresce la frustrazione dei giocatori e dalle panchine si levano proteste sempre più accese. Il pubblico trattiene il fiato: rigore o non rigore?
La sentenza arriva solo dopo una lunga analisi. Collu riconosce che il tocco di mano esiste, ma individua prima un fallo di Marusic su un difensore rossonero, contestualmente coinvolto nell’azione. L’infrazione del giocatore biancoceleste annulla ogni possibile sanzione successiva: niente rigore per la Lazio, si riparte con un calcio di punizione a favore del Milan.
Allegri espulso, panchine in ebollizione
La scelta dell’arbitro scatena immediatamente un’ondata di proteste rossonere. Massimiliano Allegri, furioso e già nervoso per il caos attorno al VAR, si avvicina alla zona di revisione disturbando la procedura. Collu non esita: cartellino rosso diretto e allenatore espulso in un clima ormai surriscaldato.
Da quel momento la situazione precipita. Dalla panchina della Lazio partono risposte altrettanto dure, nasce un parapiglia che coinvolge dirigenti, staff e giocatori. Volano parole pesanti, si alzano i toni, qualcuno viene allontanato: anche un collaboratore biancoceleste finisce espulso nel tentativo di sedare, o forse alimentare, la rissa verbale.
Il campo diventa una miscela instabile: i rossoneri difendono il vantaggio, i biancocelesti chiedono giustizia, gli arbitri provano a riportare ordine in una bolgia che sembra sfuggire di mano.
Una chiusura avvelenata
Quando finalmente si torna a giocare, il clima è irrimediabilmente compromesso. Gli ultimi istanti trascorrono in un misto di nervosismo e frustrazione, con i rossoneri intenti a proteggere il risultato e la Lazio incapace di costruire un’ultima chance significativa.
Il triplice fischio spegne la gara ma non le polemiche. San Siro resta carico di adrenalina e contestazioni, mentre la vittoria del Milan, pur preziosa per la classifica, si accompagna a uno strascico acceso che continuerà a far discutere.
Un epilogo che trasforma un semplice 1-0 in una serata ad altissima tensione, destinata a restare nelle cronache non solo per il gol, ma per il caos che ha investito gli ultimi minuti di gioco.

