Milan, colpo sulla Lazio: Leao firma la vetta provvisoria

Un gol del portoghese decide il big match di San Siro: Maignan salva i rossoneri nel primo tempo, finale rovente tra VAR, proteste e un’espulsione.

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Il Milan batte la Lazio 1-0 a San Siro grazie a una zampata di Rafa Leao a inizio ripresa, nella sfida di sabato 29 novembre 2025 che poteva valere il sorpasso momentaneo sulla Roma in attesa del big match con il Napoli. In un Meazza pieno e rumoroso, la squadra di Massimiliano Allegri soffre nel primo tempo, ringrazia più volte Maignan, poi colpisce al momento giusto e difende il vantaggio fino all’ultimo secondo, resistendo al forcing dei biancocelesti e a un finale infuocato tra VAR e proteste. La Lazio di Maurizio Sarri, reduce dalla vittoria sul Lecce e in piena rincorsa europea, esce sconfitta ma non ridimensionata, dopo una partita giocata a viso aperto.

Il primo tempo è della Lazio, Maignan tiene in piedi il Milan

La serata si apre con un segnale chiaro: è la Lazio ad aggredire il match. Nella bolgia di San Siro, la prima vera occasione arriva subito da palla inattiva, con Gila che svetta su calcio di punizione e trova un colpo di testa preciso, ma sul quale Maignan si distende con una parata da campione. È solo il primo intervento decisivo del portiere rossonero, protagonista assoluto nel primo tempo.

I biancocelesti si muovono con fluidità soprattutto sulla catena di sinistra. Basic e Zaccagni dialogano bene, l’esterno trova un cross teso che Bartesaghi riesce a deviare in angolo, togliendo il pallone dalla zona più calda. Il Milan prova a rispondere con ripartenze rapide, ma fatica a far viaggiare il pallone con qualità in mezzo al campo: Fofana e Modric cercano linee interne, Saelemaekers e Bartesaghi allargano il gioco, ma la manovra resta spesso scolastica.

La migliore occasione biancoceleste arriva intorno alla mezz’ora, ancora con Zaccagni. L’esterno disorienta Tomori in area, rientra sul destro e calcia verso lo specchio, ma trova di nuovo l’anticipo prodigioso di Maignan, sempre un passo avanti. Dall’altra parte il Milan dà segnali di vita solo a sprazzi: un rapido scambio tra Saelemaekers e Nkunku libera Leao al tiro, murato dalla difesa, poi, nel primo vero affondo corale, una spizzata di Nkunku consente a Tomori di coordinarsi al volo in area, con il pallone che sfila di poco a lato.

La sensazione, al duplice fischio, è chiara: 0-0 giusto ma con Lazio più pericolosa e un Milan timido, salvato dalle mani sicure di Maignan e da qualche imprecisione biancoceleste sotto porta.

Leao si accende, il Milan cambia marcia e trova il gol

La ripresa si apre con un segnale che cambia il copione. Appena rientrato in campo, Leao prova la soluzione personale dalla distanza, il tiro viene murato ma l’aria è diversa: il Milan sembra più alto, più deciso a prendersi la partita. L’inerzia cambia definitivamente al 52’.

Su una splendida azione corale, il pallone gira veloce da una fascia all’altra fino ad arrivare sui piedi di Tomori, che dalla destra calibra un cross perfetto in area. Leao si muove come un centravanti puro, attacca il primo palo, anticipa tutti e gira in rete con un tocco pulito. San Siro esplode, il Milan va avanti 1-0 e il portoghese certifica ancora una volta il suo ruolo di uomo-simbolo delle notti pesanti.

La squadra di Allegri prova a sfruttare l’onda emotiva. Pochi minuti dopo, Rabiot recupera alto, si apre lo spazio centrale e calcia verso la porta, ma la conclusione è strozzata e si spegne tra le braccia di Provedel. È comunque il segno di una formazione che ha trovato ritmo e fiducia.

I cambi, il forcing biancoceleste e un finale ad alta tensione

Con il passare dei minuti, le panchine diventano protagoniste. Sarri richiama Vecino e Dia, inserendo Dele-Bashiru e Castellanos per dare più peso offensivo e corsa tra le linee. Allegri risponde togliendo Fofana per Loftus-Cheek, alla ricerca di maggiore fisicità e gestione nel cuore del campo, e più avanti sostituisce Nkunku con Ricci per consolidare il centro nevralgico nella fase di sofferenza.

La Lazio alza il baricentro, il Milan si abbassa e comincia a difendere il vantaggio quasi sulla linea della propria area. Il primo segnale del cambio di scenario è un colpo di testa di Castellanos, troppo debole per impensierire Maignan, ma che testimonia come i biancocelesti stiano tornando a presidiare la trequarti rossonera con continuità.

Dalla distanza ci prova Basic, ma il suo destro dai trenta metri è centrale e facile preda di Maignan. L’occasione più pericolosa, però, arriva da un lampo rossonero in area laziale: Pavlovic si coordina e calcia all’improvviso, Provedel si lascia sorprendere e rischia l’autogol nel tentativo di respingere, prima di riuscire a rimediare in extremis.

Nel frattempo fioccano i cartellini. Tomori viene ammonito nel primo tempo per un intervento su Zaccagni, mentre nella ripresa finiscono sul taccuino di Collu anche Luca Pellegrini per proteste, Romagnoli per un fallo da dietro su Saelemaekers e Ricci per un intervento duro a centrocampo.

VAR, rigore mancato e l’espulsione che incendia il Meazza

Il finale è da brividi. Nel recupero, con la Lazio riversata in avanti, un pallone vagante in area rossonera diventa l’episodio chiave. Romagnoli calcia dal centro dell’area, il tiro viene respinto dal corpo di un difensore rossonero, con il braccio largo. Il tocco genera subito proteste veementi dalla panchina e dai giocatori biancocelesti.

Il VAR richiama Collu all’on field review per valutare un possibile rigore. Mentre l’arbitro si avvicina al monitor, sulla linea laterale si accende la tensione: Allegri protesta in modo plateale, disturba la revisione e si attira il cartellino rosso diretto. Espulso, è costretto a lasciare la panchina in un clima incandescente, tra scintille anche con i componenti dello staff laziale.

Dopo una lunga revisione, la decisione finale arriva attraverso le parole dello stesso Collu: il difensore del Milan tocca sì il pallone col braccio fuori sagoma, ma prima subisce fallo. Di conseguenza, niente rigore per la Lazio e si riparte con un calcio di punizione a favore dei rossoneri. È l’ultima grande scossa di una partita che, nei minuti finali, vede ancora i biancocelesti spingersi in avanti senza però riuscire a creare l’occasione pulita per il pareggio.

Classifica, morale e prospettive: Milan in corsa, Lazio in rincorsa

Al triplice fischio, San Siro può tirare un sospiro di sollievo. Il Milan porta a casa un’altra vittoria di “corto muso” contro una big, dopo il successo nel derby, e sale provvisoriamente al primo posto in classifica, in attesa di capire cosa accadrà tra Roma e Napoli. Il ruolino di marcia, tolta la sconfitta alla prima giornata con la Cremonese, resta impressionante: una sola caduta, tante partite giocate punto a punto ma portate a casa con maturità.

La Lazio, dal canto suo, vede interrompersi la striscia positiva costruita dopo il difficile avvio di stagione, ma conferma segnali incoraggianti: la prestazione del primo tempo, le occasioni create e la capacità di tenere il Milan a lungo sotto pressione mostrano una squadra viva, capace di giocarsela con le prime della classe. La zona europea resta pienamente alla portata, ma la parola d’ordine, per Sarri e i suoi, sarà continuità.

La fotografia della serata resta quella di Leao che esulta sotto la curva dopo il gol decisivo e di Maignan che esce dal campo tra gli applausi, consapevoli entrambi di aver firmato insieme un’altra notte pesante nella corsa del Milan verso il vertice della Serie A.

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